La ristrutturazione di Palazzo Donnaregina a opera di Siza nasce da un attento lavoro di sottrazione attraverso la demolizione di tutte le superfetazioni compiute nel corso degli anni, ed è guidato dal rispetto per gli ambienti e i materiali originari, dalla cura per i dettagli. Seguendo tale impostazione, viene riportato alla luce l’elegante composizione formale del palazzo ottocentesco del Banco dei Pegni (oggi sede del Ristorante), caratteristico dell’edilizia napoletana della seconda metà dell’Ottocento, e ciò che rimane del seicentesco Palazzo Capano e del tratto di cinta muraria del V-IV a.C., visibile quest’ultimo attraverso un’apertura praticata nel pavimento sotto la Biglietteria.
Al primo piano, nella parte prospiciente il cortile Banco dei Pegni, un ponte sospeso in acciaio segna il passaggio dalle sale espositive ai locali della Caffetteria e del Ristorante, disegnati e arredati dallo stesso Siza.
All’interno del complesso museale la distribuzione funzionale degli spazi è semplice e rigorosa: sui tre lati dell’edificio che si affacciano su via Loffredi, cortile Banco dei Pegni e vico Donnaregina, da un lato, e sulla corte interna dall’altro, sono sistemate le sale espositive, mentre nel blocco che si affaccia su via Settembrini sono collocati i servizi: Biglietteria e Bookshop (piano terra), Biblioteca (I piano) e Amministrazione (III piano).
"Un Progetto Felice" con Álvaro Siza.
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