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In occasione della mostra "Strade della città (ed altri arazzi)”, che si terrà al Museo di Capodimonte, il MADRE ospiterà sabato 14 novembre alle ore 20.00 “ I am not me, the horse is not mine”, un’opera in forma di installazione video e di conferenza-performance prodotta ed interpretata da William Kentridge.
Il titolo del lavoro deriva da un’espressione contadina russa utilizzata per negare la colpa e usata anche da Bukharin nel processo intentato ai suoi danni da Stalin, e prende il racconto di Gogol "il Naso " del 1836, i suoi antecedenti e le sue storie future, «come base per guardare all’inventiva formale dei vari ambiti del Modernismo e della fine disastrosa dell’avanguardia russa». Le poche pagine del racconto di Gogol descrivono i tentativi dell'assessore di collegio Kovalèv di rintracciare e riappropriarsi del suo organo del senso (e dell’olfatto) e delle parallele solitarie avventure di questo per le vie di San Pietroburgo. In realtà è stato lo stesso naso a fuggire; quando Kovalev lo ritrova, il naso è in uniforme, indossa il cappello con le piume di consigliere di stato, e respinge il suo proprietario. In seguito, lo stesso naso viene arrestato da un gendarme mentre cercava di recarsi a Riga e viene riportato a Kovalev. Acconsentirà finalmente a riprendere posto sulla faccia dell'assessore. In scena William Kentridge interpreta citazioni dal racconto di Gogol; rappresenta, come del resto in tutta la sua opera, il proprio se diviso tra il suo corpo e la sua ombra prodotta dalla proiezione sul suo corpo di altri William intenti a dormire o a far altro; gioca, infine, come Groucho Marx di fronte allo specchio, a cercare di mettere d’accordo tutte queste immagini. L’installazione è composta da 8 frammenti video – tra i quali: “Sua maestà il compagno Naso”, “Di nuovo quel ridicolo spazio vuoto (una love story di un minuto) e “Il cavallo non è mio” – proiettati simultaneamente, e dove le animazioni dell’artista, che esplorano il tema dell’opera, sono accompagnate ed introdotte da una marcia di ottoni stratificata sonoramente con citazioni da Shostakovich e con ritmi, strumenti e canzoni Zulu composta da Philip Miller. Nel frammento: “Il cavallo non è mio”, il naso acquisisce un cavallo «per realizzare la sua scalata sociale e trasformarsi in un eroe equestre». Oltre a rappresentare il simbolo di S. Pietroburgo (l’Horseman di bronzo), il cavallo simboleggia anche la città di Napoli nella cartografia ed iconologia storica, come sarà evidente nella mostra di Capodimonte nei nuovi grandi arazzi con le avventure del naso sullo sfondo anche della città e del Regno di Napoli. «La traiettoria dell’assurdo – afferma Kentridge, che sarà autore delle scene e regista della ripresa dell’opera alla “Metropolitan Opera- Lincoln Centre” di New York nel marzo 2010 - esplode nel modernismo russo del ventesimo secolo».
Sarà possibile accedere alla performance solo su prenotazione e fino ad esaurimento posti.
Ufficio Stampa MADRE
Costanza Pellegrini, Juliana Fisichella: +39 081 19978024 e-mail: pellegrini@museomadre.it


