Johnnie Shand Kydd
Johnnie Shand Kydd
Pasqua, Procida
2005
Johnnie Shand Kydd
I capolavori del Museo Archeologico e la vita di strada, la Mappatella Beach e i "femmenielli", Shand Kydd ritrae in bianco e nero angoli e scorci di una Napoli dalle mille contraddizioni, non interessato alla perfezione tecnica dell’immagine, quanto piuttosto a catturare felici accidenti. Rifiutando il digitale per un’originale low tecnology da risoluto amatore, l’artista ha utilizzato una vecchia "due lenti" Mamiya degli anni Sessanta, che conferisce alle immagini un tocco old-fashioned e che, egli spiega, “si pone in maniera più gentile nei confronti degli sconosciuti che sono andato a fotografare". Frutto dell’assidua frequentazione, in totale anonimato, della città partenopea, questi scatti ne narrano in immagine splendori e miserie, ma anche la bellezza conservata nei dettagli, nella sua capacità di essere al contempo moderna e pagana, nella sua sessualità sfrontata.
Una selezione di questo singolare reportage è pubblicata dalla casa editrice di Damien Hirst, Other Criteria.
For me, London is still, in Ezra Pound's phrase, "that old bitch gone in the teeth," a city that, despite its ersatz finery, I love. (Johnnie Shand Kydd, 1997) ...
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