| Materiali |
Assemblaggio in ferro e tubo flessibile in plastica |
| Altezza: | cm. 105.00 |
| Larghezza: | cm. 240.00 |
| Profonditá: | cm. 47.00 |
Robert Rauschenberg
Mobile Cluster Glut (Neapolitan)
1987
Courtesy :
Collezione dell''artista
In esposizione dal 2005 al 2009
Nel 1986 Robert Rauschenberg è invitato a celebrare il 150° anno dell’indipendenza del Texas, suo paese natale. Scosso dai danni economici prodotti dalla crisi internazionale del petrolio, l’artista comincia a raccogliere per le strade e nelle stazioni di servizio del paese materiali di scarto delle lavorazioni industriali. Dall’assemblaggio di questi oggetti, che conservano sempre visibile la loro originaria identità, nasce la serie Glut. Glut significa letteralmente “sovrabbondanza, eccesso”. A questo ciclo di lavori si ricollegano Pompei Gourmet Kitchen Glut (Neapolitan), 1987 e Mobile Cluster Glut (Neapolitan), realizzati durante un soggiorno a Napoli dell’artista, rispettivamente, nel 1987 e nel 1986, assemblando insieme pentole e rottami, un lavandino di ristorante e un pezzo di bicicletta raccolti nelle discariche partenopee. Il secondo lavoro, in particolare, nasce come parte di una più ampia scenografia, realizzata dall’artista per la prima al Teatro S. Calo di Lateral Pass, spettacolo di danza firmato dalla nota ballerina e coreografa americana Trisha Brown. Sapendo che la scenografia di Nacy Grave non sarebbe arrivata in tempo perché bloccata al porto di Genova, Rauschenberg crea una serie di assemblaggi che poi posiziona, sospesi nel vuoto, sopra il palcoscenico. In seguito l'opera fu esposta presso la galleria di Lucio Amelio a Napoli.
I have deliberately used every opportunity with my work to create a focus on world problems, local atrocities and in some rare instances celebrate men’s ...
[ continua ]





