| Materiali |
Combine painting: olio su metallo, legno, tela cerata |
| Altezza: | cm. 278.00 |
| Larghezza: | cm. 221.00 |
| Profonditá: | cm. 38.00 |
Robert Rauschenberg
Dilaby
1962
Courtesy :
Sonnabend Collection
In esposizione dal 2005 al 2009
Dalla prima metà degli anni Cinquanta Robert Rauschenberg include stoffe, ritagli di giornale, fotografie e objects trouvés nelle sue opere creando lavori che uniscono la
libertà e l’amore per l’oggetto di rifiuto, mutuato dal collage dadaista, alla
pennellata e alla gestualità dell’Espressionismo astratto. Utilizza il termine “combine paintings” per descrivere queste sue pitture-sculture ibride, sottolineando in modo efficace la relazione significativa tra gli elementi estrapolati dalla realtà e la pittura.
Il ‘dipinto’ infrange lo spazio bidimensionale della parete per trasformarsi in contenitore di dati eterogenei (oggetti di uso comune, materiali di scarto o elementi privilegiati della società dei consumi), divenendo una sorta di piano ricettivo polifonico capace di creare una continuità con lo spazio e la vita quotidiana dello spettatore.
Una prima versione dell’opera è stata esposta nel 1962 in occasione della mostra Dylaby (Dynamisch Labyrint) allestita allo Stedelijk Museum di Amsterdam, assieme ad altri lavori di Niki de Saint Phalle, Martial Raysse, Daniel Spoerri, Jean Tinguely. Il progetto originario dell’esposizione, condiviso da Rauschenberg ma naufragato a causa di incomprensioni fra gli altri artisti, prevedeva la costruzione di un’unica installazione a forma di labirinto, realizzata dal lavoro comune degli artisti partecipanti.
I have deliberately used every opportunity with my work to create a focus on world problems, local atrocities and in some rare instances celebrate men’s ...
[ continua ]




