| Materiali |
tecnica mista su carta |
| Altezza: | cm. 294.00 |
| Larghezza: | cm. 150.00 |
| Profonditá: | cm. 50.00 |
03.02.07 | 01.05.07
Marisa Merz
Senza titolo
2006
Courtesy :
Collezione dell'artista
Appoggiati negligentemente su pezzi di legno e scostati dal muro, i disegni di Marisa Merz nascono non per essere appesi, ma per diventare parte integrante di una più elaborata installazione. Come a indicare che essi sono solo un materiale, un elemento all’interno di un discorso più ampio e articolato. Assolutamente privi di cornice ed esibiti in mutevoli, precarie installazioni, queste opere rivendicano il diritto a non rimanere prigioniere di una definitiva formalizzazione. Procrastinano continuamente la forma finale per riproporre ogni volta la vitalità di un’immagine continuamente in divenire.
Bisogna allora notare che proprio quella «tenue distanza dal muro consente l’ingresso delle ombre, provoca la duplicazione “oscura” dell’immagine, suggerisce l’ambiguità di una visione che appare sempre più frastornante nel lento dissolversi della propria verità geometrica». Così scrive nel 1998 Danilo Eccher [Marisa Merz, Bologna, Villa delle Rose, 21 maggio-5 luglio 1998. Cat. mostra a cura di P.G. Castagnoli, D. Eccher, Hopefulmonster, Torino 1998], sottolineando la capacità di Marisa Merz di aderire all’energia vitale delle cose: alla lucentezza calda del rame come alla trasparenza fredda del nylon o alla solida opacità del legno, lasciando che gli oggetti, i materiali, lo spazio siano quelli che sono, secondo una sensibilità fatta proprio dall’artista sin dalla metà degli anni sessanta, quando entrò nel vivo della poetica dell’arte povera.
Marisa Merz esordisce nel 1966 esponendo nel suo studio di Torino sculture di lamine di rame: strutture spiralisformi mobili e irregolari, che oppongono al rigore del ...
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