| Materiali |
bacheca, medicinali |
| Altezza: | cm. 137.00 |
| Larghezza: | cm. 101.00 |
| Profonditá: | cm. 23.00 |
Damien Hirst
No Future (Sound of the Sinners)
1988 - 1989
Courtesy :
Collezione dell'artista
In esposizione dal 2005 al 2010
Esponente di spicco della Young British Art, Hirst pone al centro della propria riflessione artistica la morte quale immagine diffusa di una società dominata dall’apparenza e dal denaro, della quale egli denuncia il degrado, la desolazione, il gusto dell’orrido e del banale con effetti spesso teatrali e pervasi di humour nero.
No Future (Sound of the Sinners) del 1988-89 è uno dei primi lavori realizzati da Hirst, allora studente al Goldsmiths College di Londra e già noto negli ambienti più intraprendenti dell’arte inglese. E’ una teca d’acciaio con mensole, dove sono allineate con attenzione maniacale pillole di forma e colore differenti, appositamente e singolarmente ricreate dall’artista in gesso dipinto. Nella sua minimalista e spettacolare esposizione, l’opera denunzia lo stato di dipendenza dell’ attuale società dall’industria dei farmaci e lancia un monito all’Occidente ricco, che sempre più spesso si affida alle medicine per sconfiggere i mali del corpo e dell’anima. Nel 1992 Hirst amplia questa idea realizzando Pharmacy, un’installazione ambientale che riproduce con meticolosità un’intera farmacia, oggi conservata alla Tate Modern a Londra. Sei anni dopo apre a Londra, insieme al guru della pubblicità Matthew Freud, The Pharmacy, un ristorante da lui ideato in ogni minimo particolare dell’arredamento, composto dalle sue mensole di pillole e medicinali. Il locale, che divine subito meta di vip come Madonna, Tom Cruise e Nicole Kidman, chiude nel 2003 e Hirst manda in asta ogni pezzo dell’arredo guadagnando 11 milioni di sterline.
In un certo senso mi piace davvero questo, prendere qualcosa e ripresentarlo in veste nuova. [...] In un certo modo, sono cliché. Ma i cliché sono tali ...
[ continua ]




