| Materiali |
tecnica mista su carta, 11 elementi |
| Altezza: | cm. 37.50 |
| Larghezza: | cm. 50.00 |
21.02.09 | 11.05.09
Alighiero Boetti
Tra sé e sé
1987
Courtesy :
Collezione Giordano Boetti
Tra sé e sé del 1987 è un’opera di grandi dimensioni, che si snoda lungo 11 elementi, all’inizio e alla fine dei quali sono la sagoma della testa dell’artista e le sue mani che tengono una matita. L’idea iniziale di questa immagine nasce nel 1976 da una serie di fotografie scattate da Gianfranco Gorgoni, dalla quale Boetti parte per creare un nuovo ciclo di lavori in cui, con un’inversione di tendenza, compie un ritorno al lavoro fatto in studio, riunifica il momento dell'ideazione con l’esecuzione, recupera il controllo su tutte le fasi del lavoro, coinvolgendo un numero minore di soggetti nel compimento dell’opera.
Questa dimensione più intima è suggerita dal titolo stesso. Tra due teste e quattro mani si apre, infatti, uno spazio mentale, rappresentato proprio da quella sottile linea continua che è il filo del pensiero, dove l’artista, in solitudine, colloca disegni, collage e parole o frasi scritte con la mano sinistra. Anche qui si potrebbe però commentare: tra sé e sé, ma sempre in due.
Le teste poste ai due capi dell’opera costituiscono una specie di cornice, un inquadramento di cui l’artista sente l’esigenza sin dalle prime opere a china del 1965 e, ancor prima, in quella Petite combustion en bois del 1962 chiusa in un doppio passepartout (parola che da il titolo nel 1990 a un grande mosaico pavimentale in vetroresina). L'impianto a fregio continuo e la ricorrenza di alcuni elementi iconografici richiamano alla memoria gli ordini o la funzione decorativa propria della tradizione architettonica antica o delle arti applicate, tradizione che l'artista ora individua come luogo d'invenzione artistica per eccellenza. «Mi sono reso conto – egli infatti spiega nel 1988 - che noi abbiamo un enorme potere in mano: che è quello di inventare il mondo, di mettere al mondo il mondo. Avevano ragione gli Etruschi a fare le foglie blu: dipingere una foglia blu è un atto di invenzione del mondo, dato che la foglia verde esiste già come tale nel regno delle cose e sarebbe meno interessante come rappresentazione. Ecco allora che si arriva al concetto di decorazione, intesa come strumento per stravolgere le cose al fine di inventarle.»
[...] mi ritrovo a parlare sempre di questo concetto del doppio, che […] percorre tutto il mio lavoro. Il fatto è che ci troviamo di fronte a una realtà ...
[ continua ]










































































