| Materiali |
ricamo su tessuto |
| Altezza: | cm. 112.00 |
| Larghezza: | cm. 85.00 |
21.02.09 | 11.05.09
Alighiero Boetti
I mille fiumi più lunghi del mondo (progetto)
1975
Courtesy :
Collezione privata, Milano
Pubblicato nel 1977, Classifying, the thousand longest rivers in the world raccoglie la ricerca compiuta dall’artista insieme ad Annemarie Sauzeau dal 1970 al 1973 per classificare i 1000 fiumi più lunghi del mondo. Stimolato, in parte, dal ricordo delle tavole sinottiche ad uso scolastico, in parte dal libro del tedesco Albert Hochheimer, Il romanzo dei grandi fiumi [edito in Italia nel 1956], Boetti avvia uno smisurato lavoro di documentazione, coinvolgendo istituti geografici, governi, università, centri di studi privati e singoli studiosi di tutto il mondo, e scontrandosi con l’incongruenza di misurazioni fallaci nelle quali ci si illude di trovare certezze. Sul tema dell’errore, svolto però attraverso il paradosso, s'incentra dunque questo lavoro, che mostra l’impotenza del pensiero scientifico razionale a definire identità ed entità di una realtà sensibile di per sé inafferrabile e fluttuante. Ma se le misure sono tutte inesatte e quindi erronee, sono tutte contemporaneamente vere nella classificazione che l’artista redige. Poiché questo sembra essere un altro tratto caratteristico della ricerca di Boetti: «comporre le aporie del mondo nello spazio dell’arte» [L. Cherubini 2004]. Nel 1975 nascono anche tre progetti per due arazzi monocromi di grandi dimensioni dal titolo The thousand longest rivers in the world, nei quali i nomi dei fiumi companio scritti senza soluzione di continuità imitando i caratteri puntinati dei calcolatori elettronici, simili per certi versi alla scrittura Breil.
Pubblicato nel 1977, Classifying, the thousand longest rivers in the world raccoglie la ricerca compiuta dall’artista insieme ad Annemarie Sauzeau dal 1970 al 1973 per classificare i 1000 fiumi più lunghi del mondo. Stimolato, in parte, dal ricordo delle tavole sinottiche ad uso scolastico, in parte dal libro del tedesco Albert Hochheimer, Il romanzo dei grandi fiumi [edito in Italia nel 1956], Boetti avvia uno smisurato lavoro di documentazione, coinvolgendo istituti geografici, governi, università, centri di studi privati e singoli studiosi di tutto il mondo, e scontrandosi con l’incongruenza di misurazioni fallaci nelle quali ci si illude di trovare certezze. Sul tema dell’errore, svolto però attraverso il paradosso, s'incentra dunque questo lavoro, che mostra l’impotenza del pensiero scientifico razionale a definire identità ed entità di una realtà sensibile di per sé inafferrabile e fluttuante. Ma se le misure sono tutte inesatte e quindi erronee, sono tutte contemporaneamente vere nella classificazione che l’artista redige. Poiché questo sembra essere un altro tratto caratteristico della ricerca di Boetti: «comporre le aporie del mondo nello spazio dell’arte» [L. Cherubini 2004]. Contemporaneamente, nascono nel 1975 tre progetti per due arazzi monocromi di grandi dimensioni, nei quali i nomi dei fiumi companio scritti senza soluzione di continuità imitando i caratteri puntinati dei calcolatori elettronici, simili per certi versi alla scrittura Breil.
[...] mi ritrovo a parlare sempre di questo concetto del doppio, che […] percorre tutto il mio lavoro. Il fatto è che ci troviamo di fronte a una realtà ...
[ continua ]































































