| Materiali |
acciaio inox |
| Altezza: | cm. 150.00 |
| Larghezza: | cm. 150.00 |
| Profonditá: | cm. 1.00 |
21.10.07 | 07.01.08
Luciano Fabro
Squadra
1965 / 2001
L’opera è composta da due pezzi di tubo metallico uniti a formare un angolo retto di 140x140 cm di lato. L’estremità della sezione orizzontale è infissa al muro a un’altezza di 140 cm dal soffitto, al fine di simulare la figura di un quadrato. L’asse verticale non arriva però a toccare il soffitto, perché la struttura cede leggermente sotto il suo stesso peso, a volte addirittura vibra, e il quadrato non può completarsi. In una stanza normale l’asta orizzontale dovrebbe arrivare all’incirca al livello dell’occhio di un adulto di media altezza, poiché questo è l’angolo visivo migliore per percepire la continua deformazione prospettica subita nello spazio da questa figura geometrica. Pur nella sua estrema semplicità, questa si rivela infatti sfuggente a qualsiasi definizione, aperta a situazioni visive impreviste, compresa quella di scorgere i tubi unirsi in una linea continua. Per Fabro strutture materialmente instabili come Squadra sconvolgono lo spazio in cui sono inserite, disorientando lo spettatore che tenta di capire cosa sta vedendo. Nel suo libro Attaccapanni [1978] ha presentato Squadra insieme a due lavori correlati accompagnandoli con la seguente nota: «Lo spazio si diverte tra retta e curva».
Tutti i nostri sensi si mettono in moto, tutto il nostro fisico reagisce quando siamo interessati a qualcosa, quando entriamo in contatto con qualcosa o qualcuno altro ...
[ continua ]

![Luciano Fabro, Concetto spaziale [Trigon]. Tautologia](http://mm.fondazionedonnaregina.it/foto/box_80/opera144_museo_madre.jpg)





















