| Materiali |
Fibra di vetro |
| Altezza: | cm. 122.00 |
| Larghezza: | cm. 61.00 |
| Profonditá: | cm. 61.00 |
Robert Morris
Nine fiberglass sleeves
1967
Courtesy :
Sonnabend Collection
In esposizione dal 2005 al 2009
Morris ha giocato un ruolo centrale nella definizione dei tre principali movimenti artistici degli anni Sessanta e Settanta: la scultura minimalista, la process art (anti form) e la land art (Earthworks). Per realizzare le sue opere (sculture ed environment) ha usato gli oggetti, le tecniche, i materiali più eterogenei, ma nel suo lavoro ci sono anche delle costanti: la riflessione sulla lezione di Marcel Duchamp e l'analisi dei rapporti tra spazio e opera d'arte, tra spazio e osservatore, tra corpo e percezione. L’opera Nine fiberglass sleeves è composta, come indica il titolo, da nove identici parallelepipedi in fibra di vetro aperti e vuoti.
L’apporto manuale dell’artista si limita all’accostamento dei singoli elementi
per cercare una relazione strutturale fra questi e lo spazio circostante, fra il pieno e il vuoto che è all’interno e fuori di essi. La scelta di questo materiale industriale rigido, resistente, indeformabile nonché cromaticamente inespressivo, perché semitrasparente, risponde a quella necessità di impersonalità in arte propria del tempo presente a cui Morris si riferisce insistentemente negli interventi critici di quegli anni. Priva di significati metaforici altri, l’opera fa dunque appello solo alla logica primaria della percezione, dimostrando che «la semplicità della forma non sempre corrisponde alla semplicità dell’esperienza».
Morris ha giocato un ruolo centrale nella definizione dei tre principali movimenti artistici degli anni Sessanta e Settanta: la scultura minimalista, la process art (anti form) ...
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