| Materiali |
tubolare in ottone, base variabile, giornali |
| Altezza: | cm. 300.00 |
| Larghezza: | cm. 70.00 |
| Profonditá: | cm. 70.00 |
21.10.07 | 07.01.08
Luciano Fabro
Raccordo anulare
1963 - 1964
Caratterizzata ancora da problemi compositivi e formali, quest’opera si compone di tre elementi identici diversamente dislocati nello spazio della sala. Ogni elemento è costituito da un tubo in ottone, al termine del quale è saldato un cerchio dello stesso materiale. A un metro da questo è fissata al tubo, con una giuntura flessibile, una struttura simile ma più piccola, composta da asta e cerchio uniti con una più ampia angolazione.
«Questo lavoro – spiega l’artista – non ha una forma o una posizione specifiche, ma le tre posizioni fondamentali: la forma e la posizione di una cosa che sale, la forma e la posizione di una cosa che scende, la forma e la posizione di una cosa che avanza». Il medesimo congegno è, infatti, montato a muro, collocato sul pavimento e sospeso al soffitto, così da poter dimostrare tutte le diverse posizioni fisiche nelle quali, in ognuno di questi casi, l’elemento mobile più piccolo andrà a trovarsi. Nello stesso tempo rivela alcuni fattori variabili che accadono agli oggetti di metallo nello spazio: il cerchio grande si flette quando è appeso al soffitto e cede se l’oggetto sta in piedi; il tubo di rame curva quando è in posizione orizzontale; i due anelli, per dimensioni, peso e diversa angolazione dello loro giuntura di raccordo, si vengono a trovare in situazioni spaziali sempre diverse e instabili.
Fabro, che viene dall’esperienza della pittura, sceglie di usare inizialmente i materiali come materia-colore, tanto che la prima base pensata per Raccordo Anulare è in onice. Questa prima esperienza del colore come parte integrante della materia serve all’artista per capire il senso cromatico in natura, dove non esiste il “colore in sé”, ma oggetti colorati. Soprattutto contribuisce a smantellare il castello della tradizione pittorica, in cui il colore ha sempre un valore astratto, in senso mimetico, espressivo o simbolico. Solo dopo nel 1974 egli inizia a lavorare con il pigmento utilizzandolo indipendentemente dal materiale.
Tutti i nostri sensi si mettono in moto, tutto il nostro fisico reagisce quando siamo interessati a qualcosa, quando entriamo in contatto con qualcosa o qualcuno altro ...
[ continua ]

![Luciano Fabro, Concetto spaziale [Trigon]. Tautologia](http://mm.fondazionedonnaregina.it/foto/box_80/opera144_museo_madre.jpg)





















