| Materiali |
Tela, rame, eternit |
| Altezza: | cm. 300.00 |
| Larghezza: | cm. 120.00 |
| Profonditá: | cm. 120.00 |
11.11.11 | 20.02.12
Gilberto Zorio
Senza titolo
1968
Courtesy :
Sonnabend Collection
In esposizione dal 2005 al 2012 (Maggio)
Lo scopo dell’arte povera era immergere l’opera nel flusso del presente, sottoponendola alle forze della natura alla stessa stregua degli altri oggetti esistenti. Zorio raggiunge questo obiettivo alla perfezione: i suoi lavori non sono mai conclusi, mutano a prescindere dall’intervento dell’autore. Si tratta di opere vive che esprimono l’energia della materia mostrandone gli effetti. Nei primi lavori l’artista focalizzò la sua attenzione sulle reazioni chimiche da lui provocate sugli elementi: solidificazioni, evaporazioni, cambiamenti di colore avvenivano successivamente all’esposizione pubblica dell’opera. Lo spettatore assisteva ad happening operati dagli elementi. Il futurismo aveva messo il principio del movimento alla base della propria poetica, ma ne aveva dato sempre una rappresentazione statica. Zorio riesce a farne una presentazione diretta: il divenire non è solo il soggetto dell’opera, ma è l’opera stessa nella sua totalità.
Gli accostamenti di materiali diversi creano una tensione forte: elementi industriali vengono uniti a sostanze naturali come il legno, la pelle e perfino il corpo dello stesso artista. L’aspetto più interessante è costituito dal significato autonomo dei singoli pezzi, che, nelle composizioni, sono soggetti ad un cambiamento semantico. In molti casi si tratta di ready-made a cui viene dato un nuovo ordine, vicino all’immaginazione dell’artista.
Senza Titolo del 1968 si presenta infatti come l’unione di un tubo di rame a una tela macchiata di pittura: l’immagine finale si basa sulla tensione tra i due elementi. Le legge fisiche sono sovvertite: il materiale più fragile si trova alla base, mentre quello più solido è in alto. Zorio sembra affermare che la scienza non sempre è in grado di determinare con esattezza le dinamiche della realtà: in essa gioca un fattore fondamentale “l’accidente” e la fantasia.
Nasce ad Andorno Micca, in provincia di Vercelli, il 21 settembre 1944. Studia all'Accademia Albertiana di Torino (1963-70), dove stringe amicizia con Michelangelo Pistoletto, ...
[ continua ]




























