| Materiali |
lastra di metallo lunga 24 metri, lingue di fuoco, filari di bilancini in ferro brunito, pezzi di barca, duecento vecchi armadi raccolti sul posto, funi |
| Dimensioni: | Dimensioni variabili |
Jannis Kounellis
Senza titolo
1996 - 1997
Courtesy :
Courtesy l'artista
L’intervento compiuto nel 1996 da Jannis Kounellis [Pireo, Atene, 1936] si articola in tre atti per raccontare di una rinascita possibile attraverso un linguaggio universale capace di dare forma e peso alle idee. Una forma che è quella reale degli oggetti e dei materiali della vita quotidiana. E un peso che è allo stesso tempo concreto e morale. Ecco il significato di quella lastra di metallo lunga 24 metri che taglia la piazza e dalla quale fuoriescono, dal tramonto a tarda notte, decine di lingue di fuoco a illuminare lo spazio circostante come fosse un dipinto di Caravaggio, trasformandolo in un quadro-teatro fatto d’ombra, dramma, speranza. Tutto attorno, appesi lungo il colonnato della basilica di San Francesco di Paola, filari di bilancini in ferro brunito contenenti pezzi di barca stanno a rammentare una lunga tradizione di viaggi e scoperte per mare, di rapporti e di commerci, che il porto di Napoli tutt’ora testimonia e che, al contempo, costituisce un filo di forte di comunione con lo stesso artista che, nato al Pireo, sin dal 1969 ha fatto della barca una sua immagine-simbolo, come prova la mostra allestita nel 1994 all’interno della nave mercantile Ionion ancorata nel porto di Atene. Analogamente a quanto accaduto nel 1993 in una sala del Reale Albergo dei Poveri a Palermo, il sottoportico della basilica di San Francesco di Paola, dove annualmente si tiene la mostra dell’artigianato, è trasformato in un affresco di arte povera, ancorando alla volta duecento vecchi armadi raccolti sul posto e sospesi in aria con grosse funi, per riscattare il quotidiano attraverso una diversa, non convenzionale percezione, che porti il pubblico a ritrovare l’“alto” di un senso pubblico dello spazio comune. Per ridare alle idee la loro salda tangibilità Kounellis procede alla riscoperta di una realtà ordinaria, trasferendo nella propria opera materiali, oggetti e misure prelevati direttamente dalla vita che lo circonda. La costanza nell’uso di certi elementi, con l’aggiunta di piccole varianti dettate dal momento o dal genius loci, non si limita a esprimere una cifra stilistica, ma si proporne come linguaggio tout court. Un alfabeto visivo fatto di memoria e di presente, che tesse continuamente insieme ricordi e allegorie, simboli e realtà.
Già nei primi lavori, eseguiti negli anni immediatamente successivi al trasferimento a soli venti anni a Roma dalla natia Grecia, tra il 1957 ed il 1958, risulta evidente ...
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