| Materiali |
tessuto cucito e asta di canna d’India |
| Altezza: | cm. 213.50 |
| Larghezza: | cm. 101.50 |
| Profonditá: | cm. 49.50 |
22.10.08 | 19.01.09
Robert Rauschenberg
Vow (Jammer)
1976
Courtesy :
Collezione di Robert Rauschenberg
Il ciclo dei Jammers nasce nel 1975 ed è esposto per la prima volta alla Leo Castelli Gallery di New York nel febbraio 1976. Trae ispirazione dal soggiorno compiuto da Rauschenberg nel maggio 1975 nel centro tessile di Ahmedabad, in India, dove l’artista si reca insieme al foglio Christopher per apprendere le tecniche locali di fabbricazione artigianale della carta. I sari indiani rivelano all’artista la naturale bellezza dei colori squillanti, ora declinata in opere aniconiche di forma rettangolare, quadrata e triangolare, composte solo di teli di seta lasciati ondeggiare liberamente dai muri, oppure appoggiati a canne di malacca. Eppure, anche in Vow (Jammer) [che in italiano significa “giurare], altri riferimenti d’immagine sono riscontrabili, ad esempio, nelle opere in feltro di Robert Morris, componendo una più ampia riflessione su forme e principi ereditati dal modernismo. Come nelle Pyramids l’elemento formale è il triangolo, ma qui ha forma tridimensionale e il vertice rivolto verso il basso, a ribadire l’esperienza fondante della realtà e del vissuto degli uomini rispetto a qualsiasi concetto “astratto”. Il nome della nuova serie deriva da windjammer, che in inglese significa “veliero”. Nei titoli oppure nell’immagine subliminale che evocano, i Jammers mostrano, infatti, riferimenti alle vele e, più in generale, al mondo della nautica, come mostra Pilot (Jammer), che in italiano significa “timoniere”, evocando nella sua tranquilla sobrietà i ritmi calmi di un lungo viaggio per mare serenamente aperto agli imprevisti e alle scoperte del caso. I Jammers ispirano, infatti, i costumi e le scenografie per lo spettacolo Travelogue, eseguito nel 1977 dalla Merce Cunningham Dance Company al Minskoff Theatre di New York.
I have deliberately used every opportunity with my work to create a focus on world problems, local atrocities and in some rare instances celebrate men’s ...
[ continua ]










































