| Materiali |
cartone, sabbia e pittura Day-Glo |
| Altezza: | cm. 140.00 |
| Larghezza: | cm. 269.00 |
| Profonditá: | cm. 100.00 |
22.10.08 | 19.01.09
Robert Rauschenberg
Untitled Sculpture (Early Egyptian)
1974
Courtesy :
Estate of Robert Rauschenberg
Quanto i Venetians sono leggeri e quasi coreografici nel loro suggerire un senso di equilibrio precario, tanto gli Early Egyptians richiamano l’idea del peso e della monumentalità anche quando ne sono privi, suscitando una riflessione sulla caducità delle cose e la continuità del tempo. Le scatole di cartone non sono più aperte, schiacciate o tagliate, ma usate chiuse come costruttivi elementi portanti all’interno di opere di grandi dimensioni, spesso concepite come veri e propri gruppi scultorei di più elementi. In tal caso la ricerca di Rauschenberg si appunta su problemi squisitamente compositivi, ritmici e statici, come mostra Untitled (Early Egyptian) del 1973: una costruzione paratattica di quattro pilastri o colonne, che sembrano scandire l’entrata di un tempio peristilio. Questo senso di architettonica solidità è però contraddetto non solo dalla posizione instabile dei parallelepipedi sulle basi, ma dalle molteplici deformazioni, ammaccature, ripiegamenti che minano la geometria delle loro forme, muovendo una critica silenziosa ma puntuale al razionalismo positivista della minimal art. Analogamente a minimalismo, infatti, Untitled (Early Egyptian) si basa sulla ripetizione e variazione di elementi semplici e geometricamente definiti, ma la loro origine industriale è irrimediabilmente stravolta sia dalle peripezie vissute dai cartoni sia dall’intervento dell’artista. Infine, come i neon di Dan Flavin, l’opera rivendica una relazione con la parete, ma lo fa attraverso il riverbero sul muro del colore fosforescente steso al retro dei cartoni.
I have deliberately used every opportunity with my work to create a focus on world problems, local atrocities and in some rare instances celebrate men’s ...
[ continua ]










































