| Materiali |
cartone, tessuto, sabbia, cuscino e pittura Day-Glo |
| Altezza: | cm. 198.00 |
| Larghezza: | cm. 71.00 |
| Profonditá: | cm. 47.00 |
22.10.08 | 19.01.09
Robert Rauschenberg
Untitled (Early Egyptian)
1973
Courtesy :
Collezione privata, Glenstone
In Untitled (Early Egyptian) del 1973 Rauschenberg gioca sul potere evocativo di forme, colori e oggetti per suggerire una stele, il ricordo di sarcofagi e mummie visti al Louvre oppure immaginati sulla scorta di un libro, che nel 1973 gli regala Marian B. Javits, moglie del senatore of New York Jacob Javits, oppure ispirati dall’incontro nel 1972 con il principe d’Egitto Sadruddin Aga Khan. Le scatole di cartone sono ancora un volta il materiale dominante, ma il modo in cui sono trattate è diverso. Non senza una certa ironia, Rauschenberg le ricopre di colla, le fa rotolare più volte nella sabbia e le avvolge nella garza, fino a renderle simili, per consistenza, alla pietra. L’introduzione di elementi cromatici e tattili segna uno scarto nell’uso dei cartoni da imballo, ora chiamati a simulare un materiale diverso da sé, giocando con un’ambiguità di gusto manierista e con un’ibridazione di materiali, che fa parte integrante dello sperimentalismo di Rauschenberg. Alla fine l’artista dipinge il retro delle scatole con pittura fosforescente, che crea sul muro un alone, come se la scultura fosse illuminata da un sole mediterraneo.
Il ciclo Early Egyptian è realizzato dall’artista tra l’estate del 1973 e la metà del 1974, in parte a Captiva e in parte a Parigi, dove un primo nucleo di lavori è esposto presso la Galerie Ileana Sonnabend nel settembre 1973. Diversamente dai Venetians, questa serie non nasce durante o in seguito a un viaggio reale, quanto piuttosto dall’idea che Rauschenberg ha dell’Antico Egitto e dal suo personale interesse per il paese dei faraoni, che tra il 1976 e il 1977 lo porta a visitare la mostra Treasures of Tutankhamen alla National Gallery of Art di Washington. Questo interesse è condiviso anche dall’amico Cy Twombly, il quale realizza a Captiva, nel febbraio-marzo 1974, la suite Sesostris II, poi esposta in maggio alla Leo Castelli Gallery di New York insieme agli Early Egyptians di Rauschenberg.
I have deliberately used every opportunity with my work to create a focus on world problems, local atrocities and in some rare instances celebrate men’s ...
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