| Materiali |
cartone e spago |
| Altezza: | cm. 254.00 |
| Larghezza: | cm. 250.00 |
| Profonditá: | cm. 22.00 |
Robert Rauschenberg
Rauschenberg: Cardboards [Cartoni] (colorati)*
National Spinning / Red / Spring (Cardboard)
1971
Courtesy :
The Menil Collection, Houston
Rauschenberg: Cardboards [Cartoni] (colorati)*
Il titolo dell’opera, National Spinning / Red / Spring, è tratto dall’etichetta stampata sui lati della scatola e dal suo contenuto, appartenente a una nota ditta produttrice di filati attiva a New York sin dal 1921. L’aspetto particolarmente vivace e già caratterizzato del materiale spinge Rauschenberg a ridurre al minimo il proprio intervento, limitandosi ad aprire la grande scatola e a incollare sulla superficie così ottenuta quattro scatole più piccole.
Recuperati dall’artista ed entrati a far parte dell’opera, questi oggetti perdono la loro funzione d’uso ma non il loro significato d’origine, per acquisire un senso nuovo e una nuova capacità d’immagine, analogamente a quanto accade alla materia-colore stesa sulla tela dal pittore. Come un pittore che sceglie e mescola i colori della tavolozza, così Rauschenberg raccoglie e assembla i suoi materiali, calibrando meticolosamente ogni mossa, ogni particolare formale, ogni più lieve intonazione cromatica finalizzata a creare il tono generale della composizione. Così accade, ad esempio, in Volon (Cardborad): una scatola di cartone blu un tempo appartenuta a una ditta di fabbrizione di bicchieri, che suggerisce una riflessione sull'opera di Yves Klein, caratterizzata proprio dal noto International Klein Blue. Nonostante l’immediato riferimento all’economia di mercato dell’Occidente ricco, la ricerca di Rauschenberg sottende, infatti, non solo una riflessione sulla pittura, ma anche una critica alla cultura positivista del modernismo e del suo padre fondatore, il cubismo, con il quale i Cardboards sembrano condividere alcuni elementi idiomatici. Ad esempio: il fatto di riportare alla bidimensionalità della superficie oggetti che occupano nella realtà uno spazio tridimensionale; l’introduzione nell’opera di pezzi o oggetti di cartone come parte integrante della rappresentazione; ma anche il rifiuto delle certezze razionali della “scatola prospettica” rinascimentale, ora dischiusa a mostrare una pluralità simultanea di punti di vista. Diversamente dal cubismo, infatti, i Cardboards di Rauschenberg hanno alle spalle la poetica dadaista e surrealista del ready-made o objet trouvé, dove è il caso e l’incertezza a presiedere alla creazione dell’opera e il pensiero irrazione a guidane la concepione.
I have deliberately used every opportunity with my work to create a focus on world problems, local atrocities and in some rare instances celebrate men’s ...
[ continua ]















