| Materiali |
cartone e corda |
| Altezza: | cm. 285.00 |
| Larghezza: | cm. 198.00 |
| Profonditá: | cm. 27.00 |
Robert Rauschenberg
½ Gals. / AAPCO (Cardboard)
1971
Courtesy :
Collezione MAC - Musée d’Art Contemporain, Marseille
Scatole di cartone di diverso formato sono aperte, piegate, attaccate con punti metallici e sistemate a comporre un’eccentrica “costruzione a muro”, che aderisce e allo stesso tempo tradisce la bidimensionalità della parete, cercando un rapporto con lo spazio della vita reale. L’artista usa il materiale così come lo ha trovato, affinché da solo riveli, nelle sue macchie, strappi, ammaccature o scritte, la propria storia e, nell’alternanza di vuoti e pieni, di pause e rientranze dell’opera, ricrea l’accidentalità del racconto. I titoli delle opere, come ½ Gals. / AAPCO (Cardboard), derivano dalla merce un tempo contenuta, in questo caso: mezzi galloni di pesticida dell’Association of American Pesticide Control Officials. Altri sono commenti ironici sull'ambigua realtà presente. Serita / Blister Pack (Cardboard), ad esempio, è una scatola rettangolare che aggetta dal muro come un armadio dalle ante socchiuse. Su una è stampata una freccia che adesca a entrare; sull'altra è scritto: «Importante: questa merce è stata confezionata in perfette condizioni. Ogni reclamo va rivolto all'impresa di trasporto».
Trasferitosi, nell’autunno del 1970, sull’isola di Captiva, in Florida, Rauschenberg abbandona i materiali offerti dalle strade di New York, per volgersi ad un prefabbricato industriale tanto sub-estetico quanto universalmente reperibile: le scatole in cartone da imballaggio. Con questo materiale di scarto e morbido, tra il dicembre 1970 e l’ottobre 1971, da vita a un nuovo ciclo di lavori che chiama, propriamente, Cardboards, ovvero Cartoni. Assurta nel secondo dopoguerra a simbolo del capitalismo americano in espansione, negli anni sessanta la scatola da imballaggio è celebrata, prima, da Andy Warhol come “prodotto” nei Brillo Soap Pads Box del 1964 e poi è usata come “materiale” da Mel Brochner nei cicli Standards e Measurement del 1969. In tale congiuntura nascono i Cardboards di Rauschenberg, che trovano presto un posto originale tra le ricerche dell’arte povera e i materiali morbidi dell’antiform, parlando della vulnerabilità e della fragile illusione di un ordine razionale, che può facilmente deformarsi o sgonfiarsi sotto la pressione di qualcosa di così semplice come l’umidità.
I have deliberately used every opportunity with my work to create a focus on world problems, local atrocities and in some rare instances celebrate men’s ...
[ continua ]















