| Materiali |
Olio su tela |
| Altezza: | cm. 200.00 |
| Larghezza: | cm. 200.00 |
22.04.06 | 04.11.06
Jannis Kounellis
Senza Titolo
1959
Courtesy :
Collezione privata, Pistoia
I primi quadri con lettere, numeri e segnali direzionali risalgono al 1959, quando Kounellis frequentava ancora l’Accademia di Belle arti di Roma. Essi segnano il passaggio dal ciclo delle “insegne” (1958), in cui l’attenzione era focalizzata sull’ambiente esterno, alla ricerca successiva rappresentata dai dipinti del 1963 con i nomi dei giorni della settimana o dei mesi (la scritta “Lunedì” era dipinta il lunedì, “Martedì” il martedì e così via), dove l’attenzione si sposta sulla stratificazione del tempo, inteso come tempo esistenziale, e dove la scrittura si propone come immagine lirica di un fatto semplice, oggettivo e quotidiano.
I grandi dipinti con lettere nere sono esposti per la prima volta nel giugno del 1960 alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, presentati in catalogo da Mario Diacono, il quale sottolinea come il ruolo svolto dall’alfabeto di Kounellis sia di mediare tra una dimensione intima e privata e una pubblica e collettiva. Questi lavori - ma anche quelli immediatamente posteriori, dove compare il colore, delicato e quasi esangue - rappresentano una ricerca strettamente pittorica, ribadita anche dalla scelta di fondi bianchi sensibilizzati da trasparenze e opacità. Il problema, infatti, non è tanto di articolare lettere in nero o a colori su un piano, quanto piuttosto articolare tutta la superficie del dipinto per mezzo del colore, dando al gesto pittorico – espressione diretta della soggettività dell’artista - un punto d’ancoraggio nella concretezza della realtà circostante. Il linguaggio segnico di Kounellis è dunque un fatto eminentemente espressivo, anzi è «l’unico modo, proprio, per concepire la lingua in senso logico e in senso espressivo» (J. Kounellis, in C. Lonzi, Autoritratto, De Donato, Bari, 1969, cfr. J.-C. Ammann et al., 1983, p. 40).
Già nei primi lavori, eseguiti negli anni immediatamente successivi al trasferimento a soli venti anni a Roma dalla natia Grecia, tra il 1957 ed il 1958, risulta evidente ...
[ continua ]
Musei Comunali, Rimini, 1983; Palazzo Fabroni, Pistoia, 1993; Osterreichisches Museum für angewandte Kunst, Vienna, 1999



















































