| Materiali |
Olio su legno |
| Altezza: | cm. 60.00 |
| Larghezza: | cm. 280.00 |
22.04.06 | 04.11.06
Jannis Kounellis
Senza Titolo
1958
Courtesy :
Collezione privata
Affascinato dalle insegne commerciali che caratterizzano le strade romane, Kounellis le rifà, reinventandole pittoricamente, come accade in quest’opera del 1958, dipinta avanti/retro con smalto nero su fondo bianco. Da una parte reca la scritta “Tabacchi”; dall’altra “Olio”, lasciando, su questo lato a vista, cancellature e tracce di precedenti iscrizioni, che parlano dello scorrere del tempo e dell’avvicendarsi delle attività. La riproposizione di queste scritte, capaci di trattenere nella loro anonima calligrafia l’oggettività ambientale da cui provengono, risponde all’esigenza di una pittura non rappresentativa né gestuale, capace di contrapporsi alla congerie espressionistica dell’Informale europeo e dell’Action painting americana, collegando insieme dimensione psicofisica e dimensione pubblica dell’uomo. Kounellis porta la propria attenzione sul linguaggio non come significato ma come immagine, la cui comprensibilità non è affidata ai codici della ragione, ma all’autonoma carica suggestiva delle lettere. La scritta di quest’opera richiama direttamente alla memoria il paesaggio romano della fine degli anni Cinquanta, quando la povertà e gli orrori della guerra iniziavano a lasciare il campo ai primi segni della ripresa economica. Un altro dipinto, invece, segnato dalla parola Notte (1965) nera su fondo bianco, rievoca l’atmosfera modernista e trasgressiva (le consonanti scritte al contrario) della metà degli anni Sessanta, quando nei locali facevano la loro comparsa i primi juke-box o si suonava la musica importata dall’America.
Nel 1984 l’opera si trasforma, divenendo elemento di interruzione di una più grande composizione murale organizzata sulla precisa scansione ritmica di quaranta mensole con nerofumo disposte in otto file verticali. (esposta al Museum of Contemporary Art, Chicago, 1986, ripr. in G. Moure et al., 1996, p. 154)
Già nei primi lavori, eseguiti negli anni immediatamente successivi al trasferimento a soli venti anni a Roma dalla natia Grecia, tra il 1957 ed il 1958, risulta evidente ...
[ continua ]
Museum Folkwang, Essen, 1979; L’avanguardia plurale. Italia 1960-70, Centro Servizi Culturali, Pescara, 1983; Museum of Contemporary Art, Chicago, 1986; Stedelijk Museum voor Aktuele Kunst, Gent, 2002; Modern Art Oxford, Oxford, 2004



















































