| Materiali |
Fotografia |
| Altezza: | cm. 268.80 |
| Larghezza: | cm. 339.50 |
19.01.08 | 28.04.08
Thomas Struth
Paradise 9
1999
Courtesy :
Courtesy l'artista
L’interesse per la natura quale autonomo soggetto fotografico si riscontra per la prima volta nella serie Garden am Lindberg, commissionata nel 1991 all’artista da una clinica privata di Wintherthur, in Svizzera, per essere esposta nelle camere dei pazienti. Realizzata nel parco che circonda la clinica, la serie è composta da fotografie, in scala ridotta e di carattere intimista, di fiori e squarci di giardini ripresi con la stessa cura penetrante d’osservazione dei ritratti. In esse si avverte la curiosità di addentrarsi all’interno di un mondo strano e sorprendente, per quanto familiare e domestico. Un mondo, in fin dei conti, solo domato dall’uomo, ma sostanzialmente “altro”, che nella successiva serie Paradise (1998-2001) si rivela in tutto il suo fascino oscuro e capriccioso, quale originario antagonista dell’uomo nella lotta per la sopravvivenza prima che il progredire della tecnologia modificasse i termini del confronto. Il titolo della serie rievoca infatti il mito del Giardino dell’Eden, in cui l’uomo non aveva bisogno di lavorare e produrre e quindi di modificare la natura per vivere: una condizione in netto contrasto con il dramma della storia e, soprattutto, con la realtà contemporanea. Realizzate nelle foreste pluviali, nei deserti e nelle giungle del Giappone, dell’Australia, della Cina, dell’America e dell’Europa, queste fotografie - di grande formato – mostrano brani di natura incontaminata e lussureggiante che occupano senza soluzione di continuità tutta la superficie del foglio, suggerendo uno spazio potenzialmente infinito e assoluto. La gamma inesauribile di verdi conferisce all’immagine una qualità pittorica quasi astratta. Qualità che segna una netta evoluzione rispetto al carattere “scultoreo” delle fotografie dei primi anni Ottanta, ancora influenzate dalla lezione dei coniugi Becher e di autori come Karl Blossfeldt [1865 –1932]. La mancanza di qualsiasi elemento socio-culturale conferisce all’immagine un carattere meditativo e sospende la riflessione del riguardante in un presente astorico. La fitta vegetazione, nella quale le ramificazioni rendono impossibile isolare i singoli dettagli, crea un luogo pressoché impenetrabile, davanti al quale l’uomo, improvvisamente piccolo e privato delle proprie coordinate spazio-temporali, avverte un lieve senso di spaesamento.
Thomas Struth inizia la propria formazione artistica studiando pittura con Peter Kleemann e Gerhard Richter alla Kunstakademie di Düsseldorf (1973-75). Si aggiorna sulle ...
[ continua ]
Ingo Hartmann
Hans Rudolf Reust
GERMANIA Munchen - 2002
Schirmer/Mosel























































Thomas Struth.
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