| Materiali |
caolino e tela a riquadri |
| Altezza: | cm. 130.50 |
| Larghezza: | cm. 97.60 |
10.05.07 | 24.09.07
Piero Manzoni
Achrome
1958 - 1959
Courtesy :
Herning, Herning Kunstmuseum
Gli Achrome (parola che significa letteralmente "incolore") nascono nell’autunno del 1957 e accompagnano in modo continuativo tutta la ricerca dell’artista fino al 1963. Si presentano inizialmente come superfici bianche imbevute di caolino (un'argilla bianca impiegata nella produzione della ceramica) o ricoperte di gesso grezzo, nelle quali l’immagine è affidata al processo stesso di solidificazione della materia. L’artista non interviene in prima persona a terminare l’opera, ma lascia che questa si generi da sé, emergendo direttamente dalla materia e dalla vitalità intrinseca al suo processo di trasformazione. Il riferimento immediato è ai dipinti monocromi di Yves Klein capaci, nella loro assolutezza, di aprire la ricerca verso qualcosa che è al di fuori degli eventi terreni e quotidiani, di raggiungere i confini dell'infinito, dell'immateriale, dell'indefinibile. In quanto condensazioni di materia pura, però, i primi Achrome esposti nel 1958 alla Galleria Pater di Milano mostrano un debito con la ricerca informale dei Sacchi di Alberto Burri e degli Otages di Jean Fautrier, della quale però non condividono l’esaltazione esistenziale del colore-materia. Differentemente da questi, infatti, la materia degli Achrome è priva di lacerazioni epidermiche o stratificazioni che sottintendano memorie e ricordi e non rimanda ad alcun dramma sociale o personale, ma solo alla sua ovvia presenza, come ribadisce l’esclusione stessa del gesto e dell’azione da parte dell’artista. Manzoni spoglia il quadro di ogni interferenza esterna o estranea alla superficie pittorica che, invece, è ancora presente nel gesto perentorio di Fontana; nell’esaltazione emozionale dell’Informale e nell’automatismo delle prefigurazioni atomiche dell’arte nucleare; nell’Action painting di Jackson Pollock, nell’Espressionismo astratto sia europeo che americano, dove Conrad Marca-Relli volge progressivamente la sua pittura tachiste (a macchia) a una nuova strutturazione d’immagine attraverso la tecnica del collage painting.
Nasce a Soncino, in provincia di Cremona, il 13 luglio 1933 dai conti Meroni Manzoni di Chiosca e Poggiolo. Studia a Milano al liceo classico Leone XIII, poi ...
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