| Materiali |
Olio e catrame su tela |
| Altezza: | cm. 40.00 |
| Larghezza: | cm. 30.00 |
10.05.07 | 24.09.07
Piero Manzoni
Senza titolo
1957
Courtesy :
Collezione privata, Italia
Dopo i primi lavori, rappresentati da paesaggi e ritratti di stampo tradizionale dipinti con colori a olio, alla fine del 1955 la pittura di Manzoni subisce una netta svolta in senso “informale”, aderendo alla ricerca internazionale nata in seguito alla profonda crisi morale prodotta dalla guerra e tesa a negare in modo esplicito tutto ciò che, in qualche modo, può essere riconducibile ad una forma, sia essa figurativa o anche puramente astratta, e con essa la conoscenza razionale che ne deriva (Arte Informale). Questa svolta matura in Manzoni in seguito alla conoscenza di Lucio Fontana, teorico dello Spazialismo e di un’dea di pittura che travalica i limiti bidimensionali della tela, e alla frequentazione dell’ambiente artistico di Albisola, in Liguria, dove entra in contatto con i pittori Enrico Baj e Sergio Dangelo, fondatori del Movimento Arte Nucleare e promotori di un nuovo linguaggio, gestuale e materico; e il danese Asger Jorn, proveniente dall’esperienza del disciolto gruppo CoBrA e animatore ad Albisola degli Incontri Internazionali della Ceramica, nonché fondatore, con l’artista Pinot-Gallizio, del Movimento Internazionale per una Bauhaus Immaginista (MIBI) per promuovere, in polemica con l' industrial design propugnato da Max Bill, una libera sperimentazione di modi espressivi diretti e intuitivi di matrice irrazionale e pulsionale.
In questo clima culturale nascono nel 1956 i Catrami e le Impronte di oggetti. Nei primi prendono forma immagini embrionali lontanamente antropomorfe, figurazioni germinali emergenti da un pigmento magmatico e coagulato, che mostrano l’influenza di Baj e della pittura nucleare, ma che nella stesura più omogenea del colore e nella scelta di una tavolozza meno accesa già presuppongono un’attitudine diversa, di tipo analitico, ribadita anche dalla presenza di scritte di carattere ironico e derivata, almeno in parte, dall’interesse nutrito dall’artista per la psicanalisi. Interesse del resto esplicitato nel suo proposito di disintegrare «i fenomeni e i gesti per scoprirne gli intimi moti, sceverarne l’essenziale dal gratuito e mondanizzarlo in assoluta precisione», come scrive nel manifesto Per una pittura organica che, pubblicato nel 1957, segna l’adesione ufficiale di Manzoni al Movimento Nucleare, poi conclusasi alla fine dello stesso anno.
Nei dipinti con impronte fanno, invece, la loro apparizioni sagome di oggetti d’uso comune, nei quali l’artista esplora gli attributi banali della realtà esterna alla pittura rilevandone il carattere autonomamente visivo. Estranei a qualsiasi intento narrativo, descrittivo o simbolico, questi lavori sottendono la ricerca, o meglio “l’invenzione” come scrive l’artista nel manifesto Per la scoperta di una zona di immagini del dicembre 1956 - di «un alfabeto di immagini prime…giustificate solo da se stesse, la cui validità è determinata solo dalla quantità di gioia di vita che contengono».
Nasce a Soncino, in provincia di Cremona, il 13 luglio 1933 dai conti Meroni Manzoni di Chiosca e Poggiolo. Studia a Milano al liceo classico Leone XIII, poi ...
[ continua ]

























































































