| Materiali |
Struttura di ferro con putrella, rete metallica, bombola del gas, frammenti di legno, tracce di fumo e quadrato dipinto di nero |
| Altezza: | cm. 180.00 |
| Larghezza: | cm. 1,109.00 |
22.04.06 | 04.11.06
Jannis Kounellis
Senza Titolo
1984
Courtesy :
Art Gallery of New South Wales, Mervyn Horton Bequest Fund 1988
Nella ricerca di Kounellis non sono solo gli oggetti del passato o le immagini della storia dell’arte ad essere recuperati, interpretati e rinnovati in una nuova ridefinizione formale, ma le stesse opere dell’artista. In tutto il suo lavoro riecheggiano infatti, nel nuovo dell’opera presente, le risonanze delle esperienze precedenti, che vi si addensano come un ulteriore fattore di ricchezza semantica. Tale procedimento è ben visibile in questo lavoro, le cui dimensioni aspirano alla grandezza e alla complessità narrativa dell’affresco. All’interno di un lungo pannello di metallo una putrella segna l’orizzonte del visibile, sul quale compaiono elementi noti del vocabolario dell’artista, qui riproposti all’interno di una diversa, più articolata, riformulazione linguistica. Ricompare la rete del letto con la fiamma ossidrica di Senza titolo del 1969 (ripr. in J.-C. Ammann et al., 1983, p. 79): un oggetto consumato dall’usura quotidiana cui Kounellis aveva dato un senso nuovo legandolo all’idea del martirio e alla dimensione immaginativa e onirica dell’uomo. Una dimensione di per sé invisibile, perché protetta dal sonno e dal buio della notte, alla quale sembra far riferimento anche la fila di mensole che sorreggono pezzi di legno avvolti da una coperta e debitori dell’ “oggetto nascosto” di memoria surrealista. A seguire, compare una lastra di metallo con mensola e pezzi di legno, già esposta nel 1983 alla Galerie Liliane et Michel Durand-Dessert di Parigi all’interno di una diversa sequenza narrativa. Questi pezzi di legno rimandano, con preciso valore metonimico, al legno della croce, la quale è direttamente menzionata in due grandi lavori del 1985: nel primo interrompe una serie dinamica di torce a fiamma, nel secondo attraversa verticalmente un quadrato nero ed è associata a una serie di mensole con legni bruciati (ripr. in G. Moure et al., 1996, pp. 222, 229). Oltre lo spazio tridimensionale e terreno indicato dall’orizzonte della putrella, si giunge in uno spazio-tempo infinito, senza centro né punti di riferimento, formato dalle molteplici relazioni create dai corpi che lo percorrono. La sua natura non euclidea è subito rivelata dalla presenza del quadrato nero di memoria suprematista, formulato come opera autonoma nel 1975 (ripr. in G. Moure et al., 1996, p. 71) e moltiplicatosi in una pluralità di immagini dipinte a carboncino nell’allestimento del 1979 alla Galleria Christian Stein di Torino. La quarta dimensione implicata da questo spazio è confermata dalla sovrapposizione lineare di mensole con nerofumo che, sin dalla loro originaria formulazione, alludono alla trasformazione continua delle cose, mostrando la traccia di qualcosa che c’era e ora non esiste più. Con le medesime valenze il quadrato nero è nuovamente associato alle mensole con fuliggine nella contemporanea mostra newyorkese alla Ileana Sonnabend Gallery (1984, ripr. in G. Moure et al., 1996, p. 157), mentre compare da solo nel 1985 sia alla Jean & Karen Bernier Gallery di Atene sia alla Galerie Liliane et Michel Durand-Dessert di Parigi, dove è dipinto su una parete gialla: il colore lasciato dall’oro dopo la sua scomparsa (ripr. in G. Moure et al., 1996, p. 156).
Nello stesso 1984, in occasione della mostra ordinata al Museum Haus Esters di Krefeld, Kounellis presenta una nuova formulazione degli elementi di quest’opera, ora disposti direttamente sul muro bianco del museo, al di sopra della medesima linea d’orizzonte formata dalla lunga putrella orizzontale (di quest’opera esistono due versioni: al Kunstsammlung di Düsseldorf e al The Museum of Modern Art di New York, ripr. in G. Moure et al., 1996, p. 159).
Già nei primi lavori, eseguiti negli anni immediatamente successivi al trasferimento a soli venti anni a Roma dalla natia Grecia, tra il 1957 ed il 1958, risulta evidente ...
[ continua ]
Galleria Lucio Amelio, Napoli, 1984; Raumj zei Stille, Kunstverein, Colonia, 1985; The iron window, Stedelijk Van Abbemueseum, Eindhoven, 1985; Anthony d’Offay Gallery, Londra, 1986; Edificio ex Singer al 1015 West Jackson Boulevard, Chicago, 1986 (senza bombola di gas); L'époque, la mode, la morale, la passion, Musée National d'Art Moderne, C.N.A.C. Georges Pompidou, Parigi, 1987; Nave Ionion, Porto del Pireo, Atene, 1994



















































