| Materiali |
Scritta con gesso su lastra di ferro con mensola e candela |
| Altezza: | cm. 100.00 |
| Larghezza: | cm. 70.00 |
22.04.06 | 04.11.06
Jannis Kounellis
Senza Titolo
1969
Courtesy :
Collezione Reiner Speck, Colonia
Nel 1969 Kounellis è a Parigi per partecipare alla VI Biennale al Musée d’Art Moderne de la Ville e ad una mostra collettiva al Musées des Arts Décoratifs. Qui assiste ai ripetuti disordini sociali che segnano allora la vita della capitale francese, partecipe della tensione rivoluzionaria innescata dagli eventi del maggio 1968 in Europa, dalla rivoluzione culturale in Cina e, in America, dalla nascita dei movimenti pacifista, femminista e da quello per la liberazione dei neri. Sulla spinta ideale di tali avvenimenti, Kounellis realizza quest’opera, nella quale lega il tema storico della Rivoluzione francese all’attualità contemporanea. Lo slogan “Libertà o Morte W Marat W Robespierre”, scritto sulla lastra di metallo, dichiara l’adesione ai principi dell’Illuminismo, ma esprime anche la coscienza del valore storico di un passato che, pur con le sue ombre, ha significato la vittoria del nuovo sull’antico. L’uso del gesso, che può essere facilmente cancellato, allude alla labilità della memoria e alla vulnerabilità di una spinta rivoluzionaria che lascia la società immutata. Per questo la necessità di mantenere viva la tensione, come suggerisce la presenza del fuoco e della mensola. Lo stesso Kounellis parla infatti della «necessità di possedere una coscienza dell’arte come storia» e, in una intervista del 1993 afferma: «Amo l’epoca dove l’impegno destabilizzante dell’artista è più marcato [...] La tradizione dell’arte non è una tradizione decorativa, ha una sua costituzione morale e ideologica» (J. Kounellis, in Odissea lagunare, Palermo 1993, pp. 68, 134).
Un secondo esemplare dell’opera è in coll. Göets, Monaco.
Già nei primi lavori, eseguiti negli anni immediatamente successivi al trasferimento a soli venti anni a Roma dalla natia Grecia, tra il 1957 ed il 1958, risulta evidente ...
[ continua ]
Galleria Lucio Amelio, Napoli, 1969; La ricerca estetica dal 1960 al 1970, X Quadriennale Nazionale d’Arte, Roma, 1973; Städtisches Museum Abteiberg, Mönchengladbach, 1978; Stedelijk Van Abbemuseum, Eindhoven, 1981 [poi: Obra social, Caja de Pensiones, Madrid, 1982 (dentro un armadio); Whitechapel Art Gallery, Londra, 1982; Staatlische Kunsthalle, Baden-Baden, 1982]; Musei Comunali, Rimini, 1983; Städtische Galerie im Lembachhaus, Monaco, 1985; Museum of Contemporary Art, Chicago, 1986; Köln sammelt. Zeitgenössische Kunst aus Kölner Privatbesitz, Museum Ludwig, Colonia, 1988; Stedelijk Museum, Amsterdam, 1990; Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, Torino, 1988-89; Mosca, 1991; Museo Nacional de Arte Reina Sofia, Madrid, 1996; Moderna Art Oxford, Oxford, 2004; Burri. Gli artisti e la materia 1945-2004, Scuderie del Quirinale, Roma, 2005



















































