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Opere
materiali e misure
Materiali

Struttura in ferro e carbone

Altezza: cm. 27.50
Larghezza: cm. 120.00
Profonditá: cm. 120.00

 

Altre opere in
Kounellis

22.04.06 | 04.11.06

Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1969
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1971
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
2006
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
2000
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1993
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
2003
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
2004
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
2004
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1966
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1966
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1967
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1960
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1960
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1967
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1967 / 1968
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
2006
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1969
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1969
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1969
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1969
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1969
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1969
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1988
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
2005
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1988
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1969
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1971
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1958
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1959
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1968
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1969
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1985
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1988
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
2005
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1977
Jannis Kounellis, Tragedia Civile Tragedia Civile
1975
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1975
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1984
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1967
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1967
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1968
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
2005
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1973
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
1969
Jannis Kounellis, Senza Titolo Senza Titolo
2003
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1957
Jannis Kounellis, Senza titolo Senza titolo
1969
Jannis Kounellis, Senza Titolo (1967)
zoom

Jannis Kounellis

Senza Titolo

1967

 

Collezione privata

 

 

 

Nel 1967 Kounellis approda alla libertà di un linguaggio fisico e senza parole atto ad esaltare la tattilità, la sensorialità e l’appercezione, dando inizio a una serie di lavori nei quali gli oggetti della realtà prendono il posto delle parole. Nascono così le prime opere caratterizzate dall’uso di materiali naturali e organici, come il carbone, che compare inizialmente sotto forma di rosa nera alla Galleria L’Attico di Roma nel marzo 1967, per poi conquistare la sua reale, grezza fisionomia all’interno della prima struttura di metallo presentata nel settembre 1967 alla Galleria La Bertesca di Genova.
Nata come forma plastica nello spazio e posta sul pavimento sin dalla sua origine, la cosiddetta “carboniera” è la stazione di partenza di una lunga serie di contenitori, la funzione dei quali è contenere ed apprezzare una materia, un peso - un quintale di carbone - che assume un’evidente implicazione ideale. Al di là della semplicità dell’immagine che propone, l’opera nel suo insieme mette in contrapposizione due diverse realtà: quella artificiale, funzionale, geometrica della brunita struttura metallica; e quella naturale del carbone, priva di regolarità formale e con una innata, pervicace capacità di sporcare tutto quello che tocca. Come le tele incorniciate da gabbie con uccelli vivi (Senza titolo, 1967), il quintale di carbone risponde alla necessità di opporre alle pulite, autoreferenziali strutture primarie del Minimalismo un’arte altrettanto non decorativa e di impatto spaziale, ma invischiata nella realtà concreta delle cose e, soprattutto, capace di potenzialità metaforiche che aprano a una prospettiva più problematica del mondo contemporaneo. Il carbone rammenta infatti l’inizio dell’industrializzazione e il lavoro di uomini senza nome che la sciagura di Marcinelle dell’agosto 1956 (l’anno in cui Kounellis giunge in Italia) aveva riportato all’attenzione del mondo civile e dell’opinione pubblica italiana.
Nel 1988 l’opera è presentata come una sequenza paratattica di quattro elementi, caratterizzati ciascuno da un diverso colore (blu, giallo, rosso e piombo), che scandisce ritmicamente e cromaticamente la larghezza della Galleria Christian Stein di Milano. Negli anni successivi l’opera si trasforma idealmente, diventando un parallelepipedo regolare (Collection [...], capcMusée d’Art Contemporain, Bordeaux, 1990; Galerie Lelong, Parigi, 2002) che poi acquista dimensioni monumentali e ambientali nella mostra Atto unico allestita alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 2002, dove arriva a disegnare un poderoso, intricato labirinto.
Contemporaneamente nascono versioni diverse di “carboniere” in relazione allo specifico contesto espositivo in cui l’opera è presentata: è piena di sale nella personale al Reale Albergo dei Poveri di Palermo nel 1993; è piena di fogli di piombo arrotolati alla mostra Prospettive del passato da Van Gogh ai contemporanei nelle raccolte dello Stedelijk di Amsterdam organizzata a Capodimonte nel 1996, al Museum Ludwig in der Halle Kalk a Colonia nel 1997, all’Osterreichisches Museum für angewandte Kunst di Vienna nel 1999 e al Stedelijk Museum voor Aktuele Kunst di Gent nel 2002.

 

 

 

 

Jannis Kounellis
Jannis Kounellis
Pireo 1936
Già nei primi lavori, eseguiti negli anni immediatamente successivi al trasferimento a soli venti anni a Roma dalla natia Grecia, tra il 1957 ed il 1958, risulta evidente ...
[ continua ]

 

Esposizioni in cui l'opera é stata presente

Arte povera e Im-spazio, Galleria La Bertesca, Genova, 1967; Cento opere d’arte dal Futurismo alle tendenze attuali, Palazzo Zachete, Varsavia, 1968 [poi: Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 1968]; Anselmo, Boetti, Kounellis, Zorio, Galleria del Deposito, Torino, 1968; Galleria L’Attivo, Roma, 1971; La ricerca estetica dal 1960 al 1970, X Quadriennale Nazionale d’Arte, Roma, 1973; Muvészeti Törekvések Olaszországhon, Szépmüverszeti Museum, Budapest, 1975; Arte in Italia 1960-77, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino, 1977; Museum Folkwang, Essen, 1979; V Premio Nazionale Pino Pascali, Pinacoteca Provinciale, Bari, 1979; ARC/Musée d’Art Moderne de la Ville, Parigi, 1980; Obra social, Caja de Pensiones, Madrid, 1982; Galleria Konrad Fischer, Düsseldorf, 1983; Musei Comunali, Rimini, 1983; Eine Kunstgeschichte in Turin 1965-1983, Kölnischer Kunstverein, Colonia, 1983; Galleria Ugo Ferranti, Roma, 1984; Carl Andre, Joseph Beuys, Donald Judd, Jannis Kounellis, Sol LeWitt, Richard Long, Robert Mangold, Mario Merz, Bruce Nauman, Robert Ryman and Lawrence Weiner, Hallen für neue Kunst, Sciaffusa, 1984; Städtische Galerie im Lembachhaus, Monaco, 1985; The iron window, Stedelijk Van Abbemueseum, Eindhoven, 1985; Museum of Contemporary Art, Chicago, 1986; Musée d’Art Contemporain, Montreal, 1987; Castello di Rivoli - Museo per l’Arte Contemporanea, Torino 1988; Italian Art in the Twentieth Century, The Royal Academy, Londra, 1989; Stedelijk Museum, Amsterdam, 1990; Casa Centrale degli Artisti, Nuova Tretjakov, Mosca, 1991; Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano, 1992; Belvedere, Giardini del Castello, Praga, 1993; Palazzo Fabroni, Pistoia, 1993; Nave Ionion, Porto del Pireo, Atene, 1994; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid, 1996; Osterreichisches Museum für angewandte Kunst, Vienna, 1999; Zero to Infinity: Arte Povera 1962-1972, Tate Modern, Londra, 2001 [poi: Walker Art Center, Minneapolis, 2001; The Museum of Contemporary Art, Los Angeles, 2002; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington, D.C., 2002]; Modern Art Oxford, Oxford, 2004

 

 

 

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