| Materiali |
Fotografia |
| Altezza: | cm. 120.00 |
| Larghezza: | cm. 57.00 |
Thomas Ruff
Nudes EDO5
2003
Courtesy :
Collezione Ernesto Esposito,Napoli
In esposizione dal 2005 al 2010
Come Gursky e Struth, Thomas Ruff proviene dall’ambiente culturale e accademico di Bernd e Illa Becher, dai quali muta l’interesse per i paesaggi urbani scarni e inanimati. Come i suoi condiscepoli, preferisce i grandi formati e ricorre alla serialità come sistema di interpretazione del dato reale, figlio della Nuova Oggettività riproposta dai Becher.
Il fotografo tedesco sostiene che la fotografia non può che catturare la superficie delle cose e che questo conferisce autenticità a una realtà manipolata e costruita. L’oggettività che caratterizza le sue fotografie è uno sforzo teso ad evitare ogni sorta di ambiguità. Le immagini respingono qual si voglia interpretazione ed è l’osservatore con la sua soggettività che si proietta verso lo spazio generato dall’immagine. Oltre che nei paesaggi urbani e nei ritratti, questo meccanismo si ripete anche nella serie Nudes.
In quest’opera Ruff preleva immagini pornografiche a risoluzione video dalla rete internet, le elabora al computer, quindi le ingrandisce fino a perdere i tratti che ne definiscono il riferimento reale, storico. I contorni si impastano mitigando la ruvida brutalità delle immagini, aggressive nella loro immediatezza e facilmente accessibili al pubblico. Ruff restituisce loro un senso di dignità e bellezza, alimentando nel medesimo tempo la consapevolezza della promessa e dell’illusione, proprie della rappresentazione corrente. In questo processo l’immagine si libera dalla sua origine respingendo il soggetto verso lo sfondo e mettendo in risalto il valore estetico-formale.
Con la tecnica puoi avvicinarti moltissimo alla realtà sino a imitarla. E quando ti avvicini al punto di riconoscerla, in quel momento ti accorgi che non è ...
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