| Materiali |
Fotografia in cornice di plastica autolubrificante disegnata dall’artista |
| Altezza: | cm. 71.10 |
| Larghezza: | cm. 101.00 |
Matthew Barney
CREMASTER 4:3 LEGS OF MANN
1994
Courtesy :
Collezione privata
In esposizione dal 2009 al 2012 (Aprile)
Presentatonell’aprile1995al JosephPappPublic TheaterdiNewYork,Cremaster4 (42min.,prodottodaArtangel, JamesLingwoode MatthewBarney;interpreti:MatthewBarney, DaveMolyneux, GrahamMolyneux, SteveSinnot, KarlSinnot, SharonMarvel, ColetteGuimond, ChristaBauch; USA/Francia1994) è il primo film della saga omonima scritta e diretta daMatthewBarney. Ambientato nell’Isola diMan, di cui assorbe il folklore e la sua più recente concretizzazione nella corsa motociclistica Tourist Trophy, unisce il mito e la macchina per narrare una storia incentrata sulla forza di volontà e sulla resistenza come veicolo di sviluppo e creatività. Il film comprende tre gruppi principali di personaggi, tra i quali spicca il Candidato Loughton (interpretato da Barney): satiro dandy dai capelli rossi che balla il tip-tap e che sulla testa ha due escrescenze che poi diverranno
le corna delmontone nativo dell’isola. Le sue corna – due curve verso l'alto, due verso il basso – rappresentano la possibilità di coesistenza di due diversi stati, ritraendo una condizione d’indifferenziazione in cui ascesa e discesa sono in equilibrio. Il secondo e il terzo gruppo di personaggi comprendono due squadre di motociclisti sidecar: gli Ascending e Descending Hacks. Un trio di fate spettatrici rispecchia, infine, i tre campi narrativi occupati dal Candidato e dalle due squadre di corridori. Cremaster4 racconta il viaggio del Candidato Loughton per incontrare i concorrenti sulla linea. In questa celebrazione dell’ibrido e del metamorfico giocano un ruolo fondamentale i generi e i sessi,maschile e femminile, che perdono però la loro connotazione di estremi opposti e contrari per acquisire quella di forze generatrici di un universo in continua
evoluzione.Questa ricerca dell’indifferenziato e dell’instabile si esprime anche attraverso la preferenza accordata amateriali come la gelatina di petrolio e la vaselina per la loro naturale capacità di trasformare i lproprio stato fisico in relazione alle condizioni ambientali. L’opera ritrae uno dei momenti finali del film ed è inserita in una cornice di paraffina autolucidante modellata dall’artista, in sintonia con la sua consuetudine di concepire sculture, installazioni e oggetti in stretto rapporto con i film.
Non ho fatto altro che reinterpretare a modo mio il processo vitale che, in ognuno di noi, porta necessariamente una trasformazione. Racconto il modo in cui una forma ...
[ continua ]































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