| Materiali |
Fotografia |
| Altezza: | cm. 80.00 |
| Larghezza: | cm. 110.00 |
RICHARD LONG
A line in Ireland
1974
Courtesy :
Collezione dell''artista
In esposizione dal 2005 al 2012 (Gennaio)
Come indica il titolo A Line In Ireland del 1974 è la fotografia di una linea prodotta sul terreno dal passaggio ripetuto delle persone. Linea che l’artista stesso ha percorso, camminando in quel determinato luogo, a contatto con la natura e con il suo paesaggio. Il cammino non è mai casuale né frammentario, ma prevede una sequenza in cui un punto è sempre legato al precedente in un processo infinito. Consequenziale e continua, essa è espressione primaria del modo ancestrale dell’uomo d’immergersi nel flusso
della natura e di ricavarne concetti razionali nonché formali. Esponente inglese di spicco della Land Art o Arte Ambientale, Long è solito lavorare da solo, in silenzio, e il suo viaggio assomiglia al percorso lento di un pellegrino. Il Giappone, le Alpi, la Patagonia, le Highlands scozzesi hanno offerto all’artista il loro scenario, le loro atmosfere, i loro materiali. Come le civiltà del passato, che hanno attraversato nei secoli la terra, lasciandovi le tracce della propria cultura, così Long modifica il paesaggio segnandolo con gesti elementari, come il camminare, l’accumulare frammenti, collocare pietre, e delineando forme semplici quanto universali, come il cerchio, la linea, la spirale. Spesso l’artista ricostruisce i suoi interventi nelle gallerie d’arte, attivando una forte dialettica tra spazio naturale e spazio della cultura. In altri casi espone la documentazione fotografica di opere compiute in luoghi distanti e inaccessibili. Dal momento che queste ultime potrebbero essere nel tempo distrutte o modificate dall’azione della natura, la documentazione fotografica viene a ricoprire una funzione essenziale, fino ad acquisire essa stessa valenza di opera d’arte.
A line made by walking del 1967 avvia una ricerca che Long continuerà a sviluppare con coerenza negli anni successivi in opere quali: England del 1968 e A line in Ireland del 1974. Come indica chiaramente il titolo, mostra la fotografia di una linea prodotta sull’erba dal passaggio ripetuto dell’artista. Questa traccia, consequenziale e infinita, assomma in sé una performance, un intervento sul paesaggio possibile solo attraverso un’immersione nel flusso della natura, che produce però un segno.
Esponente inglese di spicco della Land Art o Arte Ambientale, Long è solito lavorare da solo, in silenzio, e il suo viaggio assomiglia al percorso lento di un pellegrino. Il Giappone, le Alpi, la Patagonia, le Highlands scozzesi hanno offerto all’artista il loro scenario, le loro atmosfere, i loro materiali. Come le civiltà del passato, che hanno attraversato nei secoli la terra, lasciandovi le tracce della propria cultura, così Long modifica il paesaggio segnandolo con gesti elementari, come il camminare, l’accumulare frammenti, collocare pietre, e delineando forme semplici quanto universali, come il cerchio, la linea, la spirale. Spesso l’artista ricostruisce i suoi interventi nelle gallerie d’arte, attivando una forte dialettica tra spazio naturale e spazio della cultura. In altri casi espone la documentazione fotografica di opere compiute in luoghi distanti e inaccessibili. Dal momento che queste nel tempo potrebbero essere distrutti o modificati dall’azione della natura, la documentazione fotografica viene ad acquistare una funzione essenziale, fino a costituire essa stessa la valenza di opera d’arte.
Il movimento della land art nasce alla fine degli anni Sessanta in America e in Inghilterra: l’intervento degli artisti è volto a modificare il paesaggio, ad ...
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