| Materiali |
Alluminio, legno, parrucche, formiche |
13.12.09 | 05.04.10
Sislej Xhafa
Mbreti dhe Mbreteresha
2007
Courtesy :
Courtesy Magazzino, Roma
Dissacrante, provocatorio e allo stesso tempo ironico è il modus operandi di Sislej Xhafa. Complice un metalinguaggio nutrito da simboli e rimandi, i suoi lavori generano spaesamento nell’osservatore attraverso cortocircuiti paradossali. Affrontando temi universali quali i diritti umani, la clandestinità, la migrazione, il viaggio, il lavoro dell’artista è altamente politico e contemporaneamente leggero e diretto. Tematiche che dal particolare – la sua identità balcanica è sempre profondamente presente – sfociano nell’universale spesso attraverso perfomance ironiche e ciniche come l’azione trasgressiva che lo portò nel 1997 a presentarsi alla Biennale di Venezia come rappresentante del “Padiglione Clandestino” (Solo nel 2003 sarà ufficialmente invitato a rappresentare il Padiglione Albanese) L’artista indaga la realtà sociale ed economica con un linguaggio imprevedibile che mira a scandalizzare per far riflettere sulle incongruenze e le falle della contemporanea società globale. “Mi servo della creatività per radiografare e mettere in discussione le istituzioni, l’economia, il turismo, la legalità imposta e l’illegalità imposta, le relazioni geografiche” (S.X.). Un lavoro come Moulin Rouge mira a sottolineare il legame tra i mass media e la religione e a dimostrare quanto sia pericolosa questa relazione che può generare ipocrisia, artificio, proprio come avveniva con la “Propaganda Fide” post-tridentina, trasformata da quello stesso Papa Giovanni Paolo II nel 1988 nella “Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli”. Apparenza totemico-fallica ha invece la scultura Mbreti dhe mbre teresha (il Re e la Regina): una colonna di parrucche in stile Re Sole, simbolo dell’assolutismo monarchico, ironica metafora del potere verticale che sovrasta la base plebea di formiche che ne consentono la sopravvivenza. Ancora una presenza scultorea, ennesimo détournement, è Manhole, un realistico tombino in ceramica che assume un’incongruente aspetto lussuoso, come dispositivo di passaggio e forse soglia di attraversamento, un meta-luogo che scandisce la separazione tra chi sta sopra e chi sotto.
Uso la creatività per esaminare e sfidare le istituzioni, l'economia, il turismo, i collegamenti geografici, la legalità forzata e l'illegalità imposta ...
[ continua ]






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