| Materiali |
Tecnica mista |
13.12.09 | 05.04.10
Gilbert & George
Bombers
2006
Courtesy :
Courtesy gli Artisti e White Cube, Londra
Dal 1967, anno di inizio del loro sodalizio artistico, Gilbert & George affrontano il rapporto con la realtà sociale e politica in cui sono immersi con un distacco estetico e autoreferenziale teso a rappresentare l’umanità nel contesto metropolitano del nostro tempo. Art for all è il motto che meglio sintetizza la logica sottesa alla ricerca dei due artisti, volta al superamento delle tradizionali barriere tra arte e vita e ad analizzare in profondità la condizione umana indagando emozioni, paure e ossessioni che prova l’essere umano quando si confronta con tematiche legate ai concetti di sesso, razza, religione e politica. Dopo il bianco e nero della serie Dirty Words Pictures, cui appartiene Smash (1977), caratterizzata dall’immissione di scritte raccolte nelle strade di Londra che restituiscono un clima dominato da tensione sociale e violenza, a partire dagli anni Ottanta Gilbert & George approfondiscono l’interesse nei confronti del colore, in un climax ascendente che tocca l’acme nelle opere degli ultimi anni, scandite dall’utilizzo delle malìe del virtuale. La stretta relazione tra l’incombente presenza della morte e la fragilità della vita, motivo topico della poetica barocca, è una tematica più volte affrontata da Gilbert&George nel corso della loro carriera. All’indomani degli attentati terroristici nella metropolitana di Londra nel luglio 2005 i due artisti si appropriano del caratteristico lettering delle locandine dell’“Evening Standard” (giornale della sera venduto nelle strade e fuori dalle stazioni della metropolitana) che defunzionalizzato diventa parte integrante di Six Bomb Pictures, un gruppo di opere cui appartiene Bomber (2008). In queste immagini Gilbert & George rappresentano se stessi alla stregua di figure stravolte e frammentate, annegate nel colore rosso o slavate in un bianco e nero drammatico. Alle loro spalle si stagliano vedute delle strade deserte di Londra, immagini di graffiti e la martellante riproduzione di parole che esprimono spaesamento, ansia e terrore.
Essere sculture viventi è la nostra linfa, il nostro destino, la nostra avventura, il nostro disastro, nostra vita e nostra luce. (Gilbert & George, 1972) ...
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