Ulysses Syndrome
Gabriele Giugni
a cura di Camilla Grimaldi e Paola Ugolini
29.09.10 | 15.11.10
Come nutrirsi della forza del mito per raccontare la modernità. Nel XII canto dell'Odissea la maga Circe spiegava a Ulisse come difendersi dalla forza magnetica delle sirene, incantevoli e pericolose esseri antropomorfi metà pesce e metà donna che con il loro canto affascinavano i marinai inducendoli a schiantarsi sugli scogli. Il fotografo Gabriele Giugni riprende parte della leggenda, si confronta con essa e l'aggiorna. Lo fa in una mostra fotografica, Ulysses Syndrome, sponsorizzata da Ferrarelle SpA e a cura di Camilla Grimaldi e Paola Ugolini, al Museo Madre dal 29 settembre all'8 novembre.
In una serie di fotografie subacquee Gabriele Giugni ripercorre il viaggio di Ulisse verso Itaca cercando di inquadrare il mito lettarario nella verità fotografica, concentrandosi sulla figura delle Sirene come filo conduttore attraverso i luoghi e il tempo, ma mostrandocele come vere donne, bellezze nude immerse nella bellezza dei fondali marini, fotografate nelle varie tappe dell'avventura omerica come figure che possono anche fare a meno del canto ammaliante per affascinare e incantare.
Per ricreare la materialità imponente del Mediterraneo davanti gli scatti sarà sistemata in doppio vetro l'acqua raccolta in ogni sosta del viaggio fatto dal fotografo romano, un filtro tra l'osservatore e la foto che darà l'idea della bellezza, della trasparenza, dei colori e del mistero del 'mare nostrum', che è stato e continua a essere testimone involontario di tante odissee.
Ecco così che l'archetipo verrà desacralizzato e immerso nel presente, mostrandoci così il vero senso della figura di Ulisse e della sua 'sindrome', rappresentata per l'occasione da quelle sirene che ne volevano impedire il ritorno a casa: costante letteraria che riesce sempre a ispirare un pensiero importante sul tempo e la storia, eroe della continuità e della metamorfosi che forse può congiungere dentro ciascuno di noi quelle due rive del tempo fra le quali vive ogni cittadino d'Europa, in continua oscillazione tra il richiamo affascinante al viaggio nel mondo globalizzato e la spinta innata alla tutela delle proprie radici.
In occasione dell'inaugurazione della mostra verrà presentato inoltre una performance sonora di Stephan Crasneanscki, legata al progetto di Gabriele Giugni. Crasneanscki, ideatore di Soundwalk, ha registrato a bordo di una goletta le frequenze Hertz lungo le coste del bacino mediterraneo, traendone alla fine la sua essenza sonora: conversazioni di pescatori, libici a bordo di navi cargo greche, yacht di passaggio sulle coste della Corsica e ufficiali doganieri della baia di Napoli, voci e sospiri, frammenti di musiche, echi di trasmissioni radiofoniche dalla Turchia alla Tunisia, comunicazioni tramite codice morse. La performance del Madre consisterà nella ricomposizione dal vivo del materiale sonoro acquisito durante il viaggio, attraverso l'utilizzo di turntables, laptop computers ed altri oggetti sonori che de-struttureranno le registrazioni, manipolate e ricomposte, creando così' un mondo sonoro immersivo, riverberante della moltitudine di suoni e di voci catturate a mezz'aria, sopra l'acqua, che ci circondano con intensità e fragore anche se invisibili.
Gabriele Giugni
Favignana - 2010| Materiali | lightbobox duratrans plexiglass |
| Altezza: | cm. 180.00 |
| Larghezza: | cm. 120.00 |


Gabriele Giugni. Ulysses syndrome 























