1990 | NUOVA OGGETTIVITÀ. La Scuola di Düsseldorf.
a cura di Francesca Franco
Il termine nuova oggettività deriva dal titolo della mostra Neue Sachlichkeit tenuta nel 1925 alla Kunsthalle di Mannheimin. Nato nel clima culturale della Repubblica di Weimar, questo vocabolo definisce la pittura di un gruppo di artisti tedeschi [Otto Dix, George Grosz, Max Beckmann, Christian Schad, Käthe Kollwitz, Georg Schrimpf] che, reagendo all'idealismo simbolico dell'espressionismo e all’astrattismo d’inizio Novecento, si volge alla denuncia della realtà prodotta dalla falsa morale della borghesia guglielmina e dalla prima guerra mondiale, esasperandone la rappresentazione attraverso la resa brutale dei particolari. Nella fotografia degli anni venti questa ricerca si traduce in lavori sperimentali incentrati su un’esatta raffigurazione di oggetti quotidiani e banali, che trova uno dei suoi maggiori interpreti in László Moholy-Nagy [1895-1946], insegnante alla Bauhaus dal 1923 al 1928, interessato a restituire la realtà con assoluta esattezza attraverso un occhio più preciso e obiettivo di quello dell’uomo.
Il medesimo termine è ripreso nella seconda metà del Novecento per indicare la perfetta riproduzione fotografica del reale messa in atto, dalla fine degli anni cinquanta, dai coniugi Bernd e Hilla Becher nel loro lavoro di catalogazione sistematica di anonimi edifici di archeologia industriale della zona della Ruhr e di Siegen, in Germania. Questo lavoro, proseguito in Europa e in America, ottiene nel 1990 il riconoscimento internazionale con l’assegnazione ai Becher del Leone d’Oro della 44a Biennale di Venezia. All’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf essi danno vita, negli anni ottanta-novanta, a una vera e propria scuola, caratterizzata da un linguaggio documentaristico e spoglio, privo di sentimentalismi, definito da una nitida precisione della messa a fuoco e da inquadrature frontali e impersonali, che attraverso un rigoroso bianco e nero immortalano gli oggetti in una dimensione atemporale, amplificata dalle grandi dimensioni. Allievi della Scuola di Düsseldorf sono: Andrea Gursky, Thomas Ruff, Thomas Struth, Candida Höfer, i quali, confrontandosi in modo diverso con il problema della visione – messa sempre più in crisi dalla progressiva, moltiplicazione globale d’immagini – adottano inquadrature volutamente banali e naturali per restituire una raffigurazione della realtà attraverso la realtà stessa e i suoi elementi costitutivi. In bilico tra un vuoto evanescente, al limite della rarefazione, e una oggettiva pienezza d’immagine, le fotografie di questi artisti trasmettono una sensazione di certezza assoluta nella loro narrazione e rappresentazione del mondo, persuadendo davvero sulla possibilità di riuscire a “vedere di più”.
Thomas Struth
Veddeler Brückenstrasse Amburgo - 1986| Materiali |
Fotografia |
| Altezza: | cm. 44.00 |
| Larghezza: | cm. 56.00 |
Berndt & Hilla Becher
FABRIKHALLE (GIEBEL) - 1987| Materiali | 16 fotografie in bianco e nero |
| Altezza: | cm. 102.00 |
| Larghezza: | cm. 334.00 |
Thomas Struth
VICO DEI MONTI Napoli - 1988| Materiali |
Fotografia |
| Altezza: | cm. 58.50 |
| Larghezza: | cm. 41.50 |
Thomas Struth
Kanzlerstrasse 1, Duisburg - 1989| Materiali |
Fotografia |
| Altezza: | cm. 40.30 |
| Larghezza: | cm. 58.00 |
Thomas Struth
Via Emilio Cornalia (Mit Hochhaus)... - 1992| Materiali |
Fotografia |
| Altezza: | cm. 45.10 |
| Larghezza: | cm. 56.00 |
Thomas Struth
Paradise 1 (Pilgrim Sands) - 1998| Materiali |
fotografia |
| Altezza: | cm. 225.70 |
| Larghezza: | cm. 178.00 |
Thomas Struth
Drammen 1 Drammen/ Oslo - 2001| Materiali |
Fotografia |
| Altezza: | cm. 129.80 |
| Larghezza: | cm. 169.80 |
Thomas Struth
The Richter Family 1 Colonia - 2002| Materiali |
Fotografia |
| Altezza: | cm. 102.00 |
| Larghezza: | cm. 161.40 |
Thomas Struth
Pasaje Sta. Rosa Lima / Peru - 2003| Materiali |
Fotografia |
| Altezza: | cm. 43.60 |
| Larghezza: | cm. 57.90 |
Thomas Struth
Museo Del Prado 8-2 Madrid - 2005| Materiali |
Fotografia |
| Altezza: | cm. 138.00 |
| Larghezza: | cm. 173.50 |









