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Percorsi Tematici
Alberto Burri
Cy Twombly
Piero Manzoni

1946 c. | INFORMALE. La materia sensibile.

 

a cura di Francesca Franco

 

 

L’informale si sviluppa dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Non è una scuola né una tendenza teorizzate, piuttosto la convergenza di maniere e stili diversi uniti dall’idea di indagare le possibilità espressive, morfologiche ed emozionali della materia. Queste ricerche oppongono alla “bella forma” armonicamente compiuta – propria della tradizione figurativa così come dell’astrattismo geometrico – la “non-forma” della materia grezza: la sola capace di dare voce alla coscienza di un’umanità appena uscita dalla guerra. L’opera si carica di una forza esistenziale e drammatica, in cui il segno-colore ereditato da Van Gogh acquista valore poetico autonomo, indipendentemente dall’imitazione della realtà o da qualsiasi idea di rappresentazione. Con alle spalle la lezione di movimenti d’avanguardia come il dadaismo e il surrealismo, l’artista ricorre alla casualità o all’automatismo istintivo di un gesto, al segno compiuto fuori della percezione cosciente oppure alla presentazione perentoria e diretta di una materia stratificata e “vissuta”, che esibisce lacerazioni e suture, rompendo per sempre uno dei postulati fondamentali dell’oggetto pittorico: la divisione tra supporto, pigmento e immagine.
Il termine informel è coniato nel 1951 dal critico d'arte francese Michel Tapié in occasione di una grande mostra organizzata dalla gallerista Nina Dausset a Parigi, dal titolo Véhémences confrontées [Veemenze a confronto], che traccia un parallelo tra le tendenze della pittura non figurativa americana, italiana e francese. Tra gli artisti presenti sono: George Mathieu, Giuseppe Capogrossi, Hans Hartung, Jean-Paul Riopelle, Wols e gli americani Jackson Pollock, Willem de Kooning, Alfred Russel.
L’equivalente dell’arte informale è, negli Stati Uniti d’America, l’action painting [pittura d’azione], definita teoricamente dal critico Harold Rosenberg nel 1949. Essa caratterizza l’Espressionismo astratto della Scuola di New York, dove il gesto del dipingere va interpretato non tanto come atto automatico, quanto piuttosto come estensione sulla tela della realtà psichica del pittore. Protagonista di questa poetica è Jackson Pollock, che dal 1947 ricorre alla tecnica del dripping [sgocciolatura], collocando la tela per terra, sulla quale si muove lasciando sgocciolare il pigmento dai fori praticati sul fondo di una cassetta di colori industriali.
Personalità di spicco dell’informale internazionale sono i francesi Jean Fautrier e Jean Debuffet (vedi anche art brut), l’italiano Alberto Burri, lo spagnolo Antoni Tàpies, il giapponese Kazuo Shiraga. Rientrano nell’area culturale dell’informale: lo spazialismo, teorizzato da Lucio Fontana nel 1946, il gruppo CoBRa costituitosi a Parigi nel 1948, il movimento nucleare fondato a Milano da Enrico Baj e Sergio Dangelo nel 1951.
 

 

 

 

opere in percorso tematico
Alberto Burri, SACCO NERO ROSSO (1955)

Alberto Burri

SACCO NERO ROSSO - 1955
Materiali Sacco, tele, stoffe, carta,
Altezza: cm. 50.00
Larghezza: cm. 85.50
Cy Twombly, The Blue Room (1957)

Cy Twombly

The Blue Room - 1957
Materiali

Olio e matita su tela

Altezza: cm. 143.00
Larghezza: cm. 182.00
Piero Manzoni, Senza titolo (1957)

Piero Manzoni

Senza titolo - 1957
Materiali

Olio e catrame su tela

Altezza: cm. 40.00
Larghezza: cm. 30.00
Alberto Burri, Bianco plastica (1966)

Alberto Burri

Bianco plastica - 1966
Materiali plastica, acrilico, combustione su
Altezza: cm. 100.00
Larghezza: cm. 75.00
Alberto Burri, Cellotex (1977)

Alberto Burri

Cellotex - 1977
Materiali acrilico e vinavil su cellotex
Altezza: cm. 126.00
Larghezza: cm. 90.50