Pioneer II
Carsten Nicolai
a cura di Eduardo Cicelyn | Mario Codognato
23.12.09 | 30.01.10
L’appuntamento con l’arte contemporanea a Piazza del Plebiscito giunge alla sua quindicesima edizione. Quest’anno il prestigioso spazio cittadino ospiterà il progetto PIONIER II dell’artista tedesco Carsten Nicolai. L’iniziativa voluta dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania organizzata dalla Fondazione Donnaregina è stata realizzata con il contributo di Fondi Europei.
Tre palloni aerostatici, illuminati dall’interno e collegati al suolo tramite cavi metallici, ondeggiano sulla piazza. Il progetto è completato dalla diffusione di un suono di sottofondo, trasposizione sonora, ad opera di un software, delle onde telluriche prodotte dal Vesuvio. Il lavoro affronta il tema dell’interazione tra elementi artificiali e naturali ed è direttamente ispirato al rapporto antagonista che da sempre la città vive con il proprio sottosuolo, ricorda quanto sia difficile raggiungere una condizione di stabilità e quanto facilmente un sistema possa essere messo in questione o contraddetto. Nicolai riflette sull’aspetto instabile e tellurico di Napoli, una città che si nutre delle sue contraddizioni e lacerazioni e allo stesso tempo si rigenera dalle proprie catastrofi; si ricollega, in ultima analisi, ad una intuizione che la lungimiranza di Lucio Amelio tradusse in Terrae Motus, emblema imperituro della potenza rigeneratrice dell’arte che risponde alla violenza sopraffattrice della natura.
Pionier II collega idealmente, in un circolo virtuoso, Piazza Plebiscito al Museo Madre, dove Nicolai è presente nella mostra Barock. Arte, Scienza, Fede e Tecnologia nell’Età Contemporanea.
La poetica di Carsten Nicolai si muove nello spazio di transizione tra arte e scienza. Interessato sia ai fenomeni naturali e fisici che alle nuove tecnologie, l’artista analizza le strutture macroscopiche e geometriche dei suoni, le caratteristiche fisiche del tempo e dello spazio, del movimento e della luce. La sua ricerca è tesa a superare le barriere tra le singole sensazioni, mira al raggiungimento di una percezione sensoriale sinestetica. Nelle sue installazioni, ricerca acustica e visiva trovano un perfetto equilibrio. Rigorose e allo stesso tempo delicate, caratterizzate da una estetica minimale e da un cromatismo netto che predilige il bianco e il nero, mirano ad analizzare l’essenza dei fenomeni, i loro elementi costitutivi e come questi ultimi possono essere tradotti in stimoli sonori e visivi da indagare e decostruire.
Si ringraziano l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Vesuviano, l’Azienda Autonoma Soggiorno Cura e Turismo di Napoli per la collaborazione nella realizzazione del progetto.
Tra le figure più rappresentative del panorama artistico internazionale, Carsten Nicolai (1965) ha partecipato, tra l’altro: alla Biennale di Mosca (2007), alle Biennali di Singapore e di Santa Fe (2006), alla Biennale di Venezia (2003 e 2001), a Documenta X di Kassel (1997). Fra le ultime mostre personali: Kunstraum, Innsbruck (2009), Kunsthalle di Amburgo (2008), Museum Haus Konstruktiv di Zurigo (2007), Schirn Kunsthalle di Francoforte e Neue Nationalgalerie di Berlino (2005).
Carsten Nicolai, con lo pseudonimo di Alva Noto, ha trasposto i suoi esperimenti sulla sinestesia dal campo delle arti visive a quello della musica elettronica. Si è esibito all’interno di musei e spazi istituzionali tra cui il Solomon R. Guggenheim Museum a New York, il San Francisco Museum of Modern Art, il Centre Pompidou a Paris, la Kunsthaus di Graz e la Tate Modern di Londra, oltre ad aver collaborato con Ryuichi Sakamoto, Mika Vainio e Ryoji Ikeda.
Alva Noto, suonerà giovedì 17 dicembre al Madre nell’ambito di Madrenalina



