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Piazza del Plebiscito
REBECCA HORN

Spiriti di madreperla

REBECCA HORN

 

a cura di Eduardo Cicelyn e Mario Codognato

 

14.12.02 | 08.01.02

 

Dopo le installazioni realizzate a Torino per la quarta edizione di Luci d’artista (Spiriti blu, 2000) e a New York (Libro-specchio, 2001), Rebecca Horn [Michelstadt, Odenwald 1944] approda a Napoli per cimentarsi con gli spazi monumentali di piazza del Plebiscito. Nota soprattutto per le sue body extension, con le quali all’inizio degli anni ’60 realizza le prime performance, nei decenni successivi l’artista tedesca si volge alla costruzione di sculture cinetiche e di grandi interventi installativi in spazi di particolare importanza storica o politica. Nasce da questa particolare capacità d’interpretare il carattere di un luogo e di un popolo l’opera Spiriti di madreperla, che trasforma Piazza del Plebiscito in uno campo di energia magnetica tra terra e cielo, corpo e anima, vita e morte. Ricorrendo a elementi formali che hanno radici nel culto dei morti, con il suo significato religioso e scaramantico proprio della tradizione napoletana, e in un misticismo vernacolo in cui passato e presente strettamente convivono, Horn dà forma visibile e spettacolare al complesso dialogo tra due mondi paralleli: uno segreto e sotterraneo, l’altro mondano. Nel selciato della piazza colloca 333 teschi fusi in ghisa, sormontati da 77 aureole di luce al neon sospese in aria, in segno di riscatto dalla morte, ma anche di riappacificazione con essa. L'idea di una vita che la morte non conclude, dal momento che la rende partecipe dell’eternità, sottende quest'opera, in cui la vitalità fisica di coloro che un tempo furono uomini è trasformata in luce ed energia, per partecipare della vita dell'universo. L’opera s’ispira all’atmosfera magica e misteriosa che da sempre aleggia attorno alle "capuzzelle" del cimitero delle Fontanelle a Napoli, ovvero teschi di morti senza nome, che una credenza d’antica origine pagana identifica con anime del Purgatorio in cerca di qualcuno che le adotti, che si assumi l'onere di pregare per loro, facilitandone l’ascesa al Paradiso e ricevendo in cambio favori, benefici e rivelazioni, che prendono corpo nei sogni, come spiegano Marino Niola e Antonio Emanuele Piedimonte in due libri di prossima uscita: Il purgatorio a Napoli (Meltemi, Roma 2003) e Il Cimitero delle fontanelle. Il culto delle anime del purgatorio e il sottosuolo di Napoli (Electa Napoli 2003).

 

 

 

 

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