Alighiero Boetti
Torino 1940 | Roma 1994
[...] mi ritrovo a parlare sempre di questo concetto del doppio, che […] percorre tutto il mio lavoro. Il fatto è che ci troviamo di fronte a una realtà naturale: è incontrovertibile che una cellula si divida in due, poi in quattro e così via; che noi abbiamo due gambe, due braccia e due occhi e così via; che lo specchio raddoppi le immagini; che l’uomo abbia fondato tutta la sua esistenza su una serie di modelli binari, compresi i computer; che il linguaggio proceda per coppie di termini contrapposti […]. È evidente che questo concetto della coppia è uno degli elementi archetipi fondamentali della nostra cultura […]. (A. Boetti, 1988)
Nasce a Torino il 16 dicembre 1940. Sin da adolescente è incuriosito dall’esotismo, che intravede negli acquarelli marocchini di Paul Klee, e s'interessa alle gesta dell'avo Giovan Battista Boetti (1743-94), missionario domenicano nell'antica città mesopotamica [oggi irakena] di Mossul, poi convertitosi all'esoterismo persiano e al sufismo. Abbandonata facoltà di Economia e Commercio, si avvicina da autodidatta all’arte. Guarda alla recente tradizione informale e tachiste (1960-62), all'espressionismo americano, allo spazialismo di Lucio Fontana (1961), ai disegni “alla mescalina” di Henri Michaux (1962) e alla ricostruzione futurista dell'universo di Giacomo Balla (1963). Nel 1963-64 soggiorna a lungo a Parigi, dove studia incisione; scopre l'astrattismo lirico di Nicolas de Staël, il drammatico materismo di Jean Dubuffet, l'arte universale del Museo immaginario di André Malraux. Legge le opere del sinologo Marcel Granet e s'interessa alle ricerche di Gaston Bachelard sull'immaginario poetico. Rientrato a Torino, realizza con materiali industriali opere tridimensionali basate sulla tautologia o derivate da oggetti d'uso comune (Sedia e Scala; Zig-zag, Mancorrente. Catasta, 1966, Museo d’arte contemporanea Castello di Rivoli, Torino), che espone nella sua prima mostra personale alla Galleria Christian Stein di Torino nel 1967. La ricerca sul valore dei materiali al di là di referenti simbolici o culturali e lo stretto rapporto tra oggetto e immagine, che le sue opere sottendono, spingono il critico Germano Celant a inserire l'artista nel movimento dell'arte povera. Da qui la partecipazione a mostre quali Arte povera -IM spazio alla galleria La Bertesca di Genova (1967) e Arte Povera + Azioni Povere negli spazi degli Antichi Arsenali della Repubblica di Amalfi (1968). Avvertita l'esigenza di superare tale ricerca in favore dell'idea, s’interessa alle possibilità estetiche e comunicative del mezzo postale e alla definizione di una propria nuova identità, che formula per la prima volta nel doppio ritratto Gemelli (1968). Questa tendenza ad assottigliare il corpo dell'opera trova riscontro nella partecipazione alle mostre Live in your Head. When Attitudes become Forms (1969), Processi di pensiero visualizzati e Vitalità del negativo (1970). Tornato alla bidimensionalità del foglio di carta con Cimento dell’armonia e dell’invenzione (1969), avvia nel 1969 la serie dei Lavori postali, basata sulla scansione del tempo e sulle leggi della permutazione matematica. Ispirato da Il romanzo dei grandi fiumi di Albert Hochheimer (edito in Italia nel 1956), porta a termine nel 1970-74 un impegnativo lavoro di documentazione, teso a verificare l'illusoria precarietà di ogni conoscenza scientifico-razionalistica del mondo. Raccolto nel volume Classifying, the thousand longest rivers in the world (1977), questo ispira la creazione dell’omonima serie di ricami su tessuto e dei relativi progetti (1976-82, The Museum of Modern Art, New York). In cerca di nuovi stimoli, scopre nel 1971 l'Afghanistan dove, da questo momento fino al 1979, soggiornerà a lungo almeno due volte l'anno. A Kabul apre un albergo, l'One Hotel, e comincia a far tessere dalle donne del luogo arazzi multicolore, inaugurando così un procedimento artistico basato sullo scarto temporale tra momento ideativo ed esecuzione dell'opera, che prende corpo nella serie delle grandi Mappe ricamate del globo terrestre (1972-1992). Contemporaneamente, sulla scorta del saggio di Norman Oliver Brown Love's body [Random House, New York 1966; tradotto in Italia come Corpo d’amore, Il Saggiatore, Milano 1969] l'artista inizia una riflessione sulla biologia del corpo umano che, sviluppata nel 1970 in alcune performance di “scrittura a due mani”, giunge nel 1975 a una piena formulazione. Trasferitosi nel contempo a Roma, dove nel 1973 conosce Francesco Clemente, la sua ricerca si amplia e si articola attraverso la delega a terzi della realizzazione pratica dei lavori, come i grandi pannelli a biro, nei quali l'artista interviene solo nell’invenzione del codice, trasformando la scrittura in un rebus crittografico. Con queste opere egli approda nel 1974 a New York, dove espone nella collettiva Eight Contemporary Artists al The Museum of Modern Art. Seguono, tra il 1974 e il 1976, viaggi in Guatemala, Etiopia, Sudan. Nel 1975 è nuovamente a New York. Il sottile gioco linguistico e formale che ispira l'accostamento di parole simili di significato opposto, come Ordine e disordine (1973) o l'alternanza grafica tra lettere e sfondo all’interno di una griglia quadrata, caratterizza anche le “opere matematiche” che Boetti compie tra il 1975 e il 1977, affascinato dalle leggi che governano la progressione numerica e le potenzialità di accelerazione implicite nella moltiplicazione. Legato a tale ricerca è il progetto del 1975 Da mille a mille per la decorazione del fronte interno del portico di recinzione nel centro scolastico della Dar Al Hanan Institution a Gedda (mai realizzato). Data al 1978 l'antologica curata da Jean Christophe Ammann alla Kunsthalle di Basilea, che raccoglie opere storiche insieme ai lavori più recenti: gli Aerei (1977), caratterizzati da una fedele riproduzione nata dalla collaborazione con il disegnatore Guido Fuga (1977), e le opere tratte da fatti di cronaca ed eventi politico-culturali resi noti dai giornali (Gary Gilmore, 1977, Fondazione Maramotti, Reggio Emilia). L'interesse per i mezzi di comunicazione sfocia nel 1980 nella collaborazione con il quotidiano “Il Manifesto” di Roma, per il quale realizza ogni giorno, per un anno, un disegno, portando a compimento l'idea di un'opera seriale di larga fruizione. Segue nel 1983 la serie di disegni ricalcati a matita dalle copertine delle riviste più popolari, a formare una sorta di sintesi ironica dell'eredità visiva di un anno. In questo decennio le opere s'infittiscono di lettere e interi racconti scritti con la mano sinistra, acsuiatndo al contempo un cromatismo vivace, che culmina nella saturazione totale dei Tutto, realizzati con la collaborazione delle ricamatrice afgane rifugiatesi a Peshawar, in Pakistan, dopo l'invasione sovietica. Allo stesso anno risale il grande mosaico murale in ceramica bianca per il muro esterno dell'Art Gallery presso la California State University at Northridge, Los Angeles, realizzato a partire dai cartoni disegnati dagli studenti su indicazione dell'artista. Nel 1985 a Tokyo s'interessa allo shodo: l'arte della calligrafia giapponese, collaborando con il maestro Enomoto San. Nel 1989 disegna scene e costumi per lo spettacolo di Vita Accardi Hanjo, tratto dai Nô Moderni di Yukio Mischima [pseudonimo dello scrittore e drammaturgo giapponese Hiraoka Kimitake, importante autore del teatro kabuki], rappresentato quello stesso anno al Teatro in Trastevere di Roma. Nel 1990 ottiene il Premio speciale della Giuria alla XLIV Biennale di Venezia, dov'è invitato con una sala personale, dove espone opere su carta di notevoli dimensioni caratterizzate da un flusso incessante di immagini, che sviluppano la ricerca avviata negli anni ottanta con i Tutto e i disegni Extra-strong. Accanto a opere di piccolo formato eseguite in prima persona, in vista della personale al Magasin di Grenoble del 1993 Boetti dirige due opere monumentali e corali: i 50 Kilim sul tema Alternando da uno a cento e viceversa e Oeuvre postale: il più grande lavoro postale mai concepito, compiuto con la collaborazione del Museé de la Poste di Parigi. Nel 1993 porta a termine un progetto risalente alla fine degli anni Settanta, Autoritratto, una statua tratta dal calco del suo corpo fuso in bronzo, inteso come simbolizzazione della forza creativa dell'artista. Nell'estate dello stesso anno gli è diagnosticato un tumore. Muore a Roma il 24 aprile 1994.
Giovan Battista Salerno
Rinaldo Rossi
Andrea Marescalchi
ITALIA Torino - 2006
Allemandi & C.
Achille Bonito Oliva
Electa - 2009
Pagine 312
Prezzo € 32.00
Petite composition en bois
1962
| Materiali | legno bruciato applicato su carta |
| Altezza: | cm. 7.50 |
| Larghezza: | cm. 11.00 |
Pavimento
1966
| Materiali | 14 elementi di eternit accostati |
| Altezza: | cm. 22.00 |
| Larghezza: | cm. 227.00 |
| Profonditá: | cm. 149.00 |
Senza titolo
1966
| Materiali | legno, luce elettrica e smalto |
| Altezza: | cm. 88.00 |
| Larghezza: | cm. 69.00 |
| Profonditá: | cm. 6.00 |
Lampada annuale
1966
| Materiali | legno laccato, metallo, vetro, |
| Altezza: | cm. 76.00 |
| Larghezza: | cm. 37.00 |
| Profonditá: | cm. 37.00 |
Catasta
1966
| Materiali |
34 elementi di eternit |
| Altezza: | cm. 180.00 |
| Larghezza: | cm. 150.00 |
| Profonditá: | cm. 150.00 |
12 forme a partire dal 10 giungo 1967
1967 - 1971
| Materiali |
12 lastre di rame incise |
| Altezza: | cm. 59.00 |
| Larghezza: | cm. 43.00 |
AW:AB=L:MD
1967
| Materiali | serigrafia con intervento a matita |
| Altezza: | cm. 59.00 |
| Larghezza: | cm. 59.00 |
Colonna
1968
| Materiali |
carta fustellata e ferro |
| Altezza: | cm. 211.00 |
| Larghezza: | cm. 36.00 |
| Profonditá: | cm. 24.00 |
Viaggi Postali
1969 - 1970
| Materiali | 19 plichi affrancati e timbrati, |
| Dimensioni: | Dimensioni variabili |
Niente da vedere nulla da nascondere
1969 / 1986
| Materiali |
ferro e vetro |
| Altezza: | cm. 300.00 |
| Larghezza: | cm. 400.00 |
| Profonditá: | cm. 3.00 |
Io che prendo il sole a Torino il 19 Gennaio 1969
1969 / 1992
| Materiali | cemento a presa rapida e farfalla |
| Altezza: | cm. 177.00 |
| Larghezza: | cm. 90.00 |
Cimento dell'armonia e dell'invenzione
1969
| Materiali |
matita su carta quadrettata |
| Altezza: | cm. 66.50 |
| Larghezza: | cm. 48.50 |
Untitled (Radial Turntable, Zenithal Turntable)
1969
| Materiali | super 8 riversato in dvd, dittico |
| Video | |
| Durata: | 04’ 24’’ e 05’ 15’’ |
Iter-vallo
1969 / 1986
| Materiali |
ferro e carta, 64 elementi |
| Altezza: | cm. 40.00 |
| Larghezza: | cm. 40.00 |
| Profonditá: | cm. 1.00 |
Dossier Postale
1970 - 1971
| Materiali | fotocopie del contenuto dei plichi |
| Altezza: | cm. 35.00 |
| Larghezza: | cm. 25.00 |
Strumento musicale
1970
| Materiali | fotografia eseguita da Paolo Mussat |
| Altezza: | cm. 50.00 |
| Larghezza: | cm. 60.00 |
Mappa
1971 - 1973
| Materiali | Ricamo su tessuto montato su telaio |
| Altezza: | cm. 240.00 |
| Larghezza: | cm. 390.00 |
Serie di merli disposti a intervalli regolari lungo gli
1971 - 1993
| Materiali |
13 telegrammi, plexiglas |
| Altezza: | cm. 25.00 |
| Larghezza: | cm. 285.00 |
Autodisporsi (Lavoro postale)
1972
| Materiali | 4 buste da lettera affrancate e |
| Altezza: | cm. 48.00 |
| Larghezza: | cm. 62.00 |
Otto lettere dall'Afghanistan
1972
| Materiali | 8 buste da lettera timbrate e |
| Altezza: | cm. 40.00 |
| Larghezza: | cm. 50.00 |
Insicuro noncurante
1972 - 1976
| Materiali | portfolio di n. 80 tavole, |
| Altezza: | cm. 56.00 |
| Larghezza: | cm. 46.00 |
| Edizione: | edizione numerata e firmata, stampa 2R, Genova |
| Numero serie edizione: | es. 35/41 |
Mettere al mondo il mondo
1972 - 1973
| Materiali | penna biro blu su carta intelata, 2 |
| Altezza: | cm. 158.00 |
| Larghezza: | cm. 242.00 |
La Mole Antonelliana
1973 - 1975
| Materiali | 5 cartoline affrancate e timbrate |
| Altezza: | cm. 14.50 |
| Larghezza: | cm. 52.50 |
Permutazione e disegni (Lavoro postale)
1973
| Materiali | 24 buste da lettera affrancate e |
| Dimensioni: | Dimensioni variabili |
Ordine e disordine
1973
| Materiali | ricamo su tessuto, 100 elementi |
| Altezza: | cm. 17.50 |
| Larghezza: | cm. 17.50 |
I sei sensi
1973
| Materiali | penna biro blu su carta intelata, |
| Altezza: | cm. 160.00 |
| Larghezza: | cm. 467.00 |
AEB l97 la metà e il doppio
1974
| Materiali |
matita su carta quadrettata |
| Altezza: | cm. 100.00 |
| Larghezza: | cm. 70.00 |
Storia naturale della moltiplicazione
1974 - 1975
| Materiali | inchiostro nero su carta |
| Altezza: | cm. 70.00 |
| Larghezza: | cm. 100.00 |
Codice: Eritrea libera
1975
| Materiali | 18 buste da lettera affrancate e |
| Altezza: | cm. 46.00 |
| Larghezza: | cm. 86.00 |
Ciò che sempre parla in silenzio è il corpo
1975
| Materiali |
inchiostro su carta |
| Altezza: | cm. 47.50 |
| Larghezza: | cm. 36.00 |
Il dolce far niente
1975
| Materiali | penna biro nera su carta intelata, |
| Altezza: | cm. 100.00 |
| Larghezza: | cm. 70.00 |
I mille fiumi più lunghi del mondo (progetto)
1975
| Materiali |
ricamo su tessuto |
| Altezza: | cm. 112.00 |
| Larghezza: | cm. 85.00 |
Classifying, the thousand longest rivers in the world
1977
| Materiali |
stampa tipografica |
| Altezza: | cm. 21.50 |
| Larghezza: | cm. 16.00 |
| Profonditá: | cm. 5.80 |
| Edizione: | edizione in 500 esemplari, di cui 50 firmati e numerati da 1 a 150 con copertina ricamata, 300 numerati da 151 a 450 e 50 riservati agli autori con numerazione romana. |
| Numero serie edizione: | es. 42/500 |
La natura, una faccenda ottusa
1980
| Materiali | collage e inchiostro argento e oro |
| Altezza: | cm. 100.00 |
| Larghezza: | cm. 70.00 |
La natura, una faccenda ottusa
1980
| Materiali | collage e inchiostro di china rosso |
| Altezza: | cm. 100.00 |
| Larghezza: | cm. 70.00 |
Cartoline astratte
1987
| Materiali | tecnica mista su carta intelata |
| Altezza: | cm. 150.00 |
| Larghezza: | cm. 100.00 |
Tra sé e sé
1987
| Materiali | tecnica mista su carta, 11 elementi |
| Altezza: | cm. 37.50 |
| Larghezza: | cm. 50.00 |
Venticinque x venticinque seicentoventicinque lettere
1988
| Materiali |
ricamo su tessuto |
| Altezza: | cm. 100.00 |
| Larghezza: | cm. 100.00 |
Oeuvre postale
1993
| Materiali | 506 buste da lettera affrancate e |
| Altezza: | cm. 410.00 |
| Larghezza: | cm. 3,500.00 |
Alternando da uno a cento e viceversa
1993
| Materiali |
kilim in lana e cotone |
| Altezza: | cm. 280.00 |
| Larghezza: | cm. 300.00 |
Autoritratto
1993 / 1996
| Materiali | bronzo, sistema idraulico e |
| Altezza: | cm. 205.00 |
| Larghezza: | cm. 90.00 |
| Profonditá: | cm. 60.00 |

Accanto al Pantheon 
Alighiero e Boetti 
Alighiero e Boetti
Alighiero Boetti. Catalogo generale. 





























