Georges Adeagbo
Cotonou 1942
Georges Adéagbo, nato nel 1942 a Cotonou (Benin) dove vive e lavora è uno dei più importanti artisti dell'Africa Occidentale. Le sue partecipazioni alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia nel 1999 e a Documenta di Kassel nel 2002 hanno decretato il suo riconoscimento anche a livello internazionale.
Adéagbo è un 'collezionista' che raccoglie e ordina sistematicamente fotografie, libri, ritagli di giornale, stoffe, object trouvés assemblati insieme con criteri diversi, a seconda del contesto in cui opera.
Ne derivano grandi installazioni 'site specific' che colmano lo spazio con un'eterogenea molteplicità di segni, immagini e concetti messi in relazione tra loro con un sapiente gioco di significati, corrispondenze e rimandi.
Il rapporto tra Africa ed Europa, la storia della colonizzazione, il dramma della guerra e della schiavitù, il cannibalismo culturale, la religione, la democrazia e l’arte sono i temi più cari ad Adeagbo che, interessato alle storie locali e agli eroi leggendari, mette in scena suggestive narrazioni i cui significati attraversano i confini tra paesi, culture, epoche, linguaggi.
Adéagbo ha formato il suo linguaggio artistico in Benin dove è nato e dove ha lavorato senza contatti con il mondo dell'arte contemporanea per circa 23 anni. E se da un lato è vero che inizialmente tale linguaggio si è sviluppato all'oscuro delle tecniche di appropriazione quali il "ready made" o il recupero degli oggetti di scarto, poco per volta è diventato una modallità creativa consapevole e di forte valore concettuale e visivo.
L'artista confida nel fatto che un oggetto abbandonato o diventato spazzatura, possa ancora e di nuovo raccontare qualcosa di importante. Il suo "raccolto" è basato sul concetto che non esistono eventi notabili, ma che nemmeno esiste qualcosa che si debba scartare.
La visibilité parlant de la transparence et
2010
| Materiali | Tecnica mista: oggetti |
| Dimensioni: | Dimensioni variabili |




