Ryan McGinley
Ramsey,New Jersey 1977
Ryan McGinley utilizza il medium fotografico per documentare la bizzarra vita di una grande metropoli come New York. Nel suo lavoro confluiscono l'hip-hop e i graffiti, l'ambiente gay dell'East Village, il mondo dell'arte e la vita notturna "disordinata" dei suoi amici, di cui raccoglie, archivia e conserva ogni attimo. Analogamente a Nan Goldin, McGinley è realmente parte attiva della cultura che è solito fotografare. I suoi "modelli" sembrano, nel tempo, diventare quasi familiari: la ripetitiva ossessività con la quale ne fotografa i momenti più o meno gloriosi, dai gesti quotidiani agli eccessi di droga e alcool, emoziona e commuove. Lo sguardo di McGinley è unico, perché lui stesso è parte della subcultura che fotografa. Paradossalmente la rappresentazione della vita di questi giovani, anche se popolata di eccessi, sprigiona un ottimismo e una spensieratezza tutta particolare. A venti anni si coltivano sogni e speranze che saranno destinati a realizzarsi o essere delusi, l'artista attraverso le sue foto sembra volerci dire che a New York come in qualsiasi altra città del mondo, si vive una sola volta e ogni attimo merita di essere preziosamente custodito. Il suo lavoro ha il grande merito di documentare un'epoca.
Dash cutting lines
2000
| Materiali |
Stampa c-print su alluminio |
| Altezza: | cm. 69.70 |
| Larghezza: | cm. 92.70 |
| Edizione: | 1/6 |
Dan and Eric
2001
| Materiali |
Stampa C-print su alluminio |
| Altezza: | cm. 92.70 |
| Larghezza: | cm. 69.70 |
| Edizione: | 2/6 |


