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Opere
Gilberto Zorio

 

Gilberto Zorio

 

Andorno Micca (Biella) 1944

 

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Nasce ad Andorno Micca, in provincia di Vercelli, il 21 settembre 1944. Studia all'Accademia Albertiana di Torino (1963-70), dove stringe amicizia con Michelangelo Pistoletto, Aldo Mondino, Piero Gilardi e Giuseppe Penone. Nel 1967 tiene la sua prima personale presso la galleria di Gian Enzo Sperone, dove presenta opere che sono semplici registrazioni di gesti elementari o di processi fisici, e partecipa alla collettiva Arte Povera all'Università di Genova. Seguono, negli anni successivi, la partecipazione a Prospect'68 alla Kunsthalle di Düsseldorf e la personale alla Galerie Sonnabend di Parigi (1969). La sua ricerca sull'energia dei materiali naturali lo conduce presto a esiti alchemici (Per purificare la parola, 1969) e all'individuazione, all'inizio degli anni Settanta, della stella come immagine atavica e cosmica, che da questo momento in poi attraversa tutta l'opera dell'artista insieme ad altri simboli ricorrenti, come il giavellotto e la canoa, scelti per il profondo valore archetipico. Nascono così Filo incandescente (1970), Giavellotto (1971), Raggio laser (1975), Stella di cristallo con giavellotti (1977, The Museom of Modern Art, New York): tutte opere basate su vettori d'energia. Si tratta per lo più di strutture in divenire, ogni volta diverse per posizione, forma e senso. Nel 1972 partecipa a Documenta 5 a Kassel e, nel 1978 e 1980, a due edizioni della Biennale di Venezia. Nel 1980 espone nella collettiva Identité Italienne al Centre Georges Pompidou di Parigi. Risaolgono al 1981 il ciclo dei Crogioli con acidi e degli Alambicchi in vetro e in piombo, che rimandano a processi alchemici di trasformazione degli elementi, come l’ossidazione, l’evaporazione e gli effetti della chimica sui materiali. Processi nei quali Zorio ricerca non un valore allegorico, ma la forza d'immagine dei materiali, anche i piu' comuni, presentati direttamente nelle loro infinite possibilità d'interazione. Nascono da qui le “macchine irradianti” che l'artista realizza negli anni Novanta, come Gli Zorio (1996): opere connesse a congegni meccanici che le modificano creando sonorità brutaliste. Presente nel 1992 a Documenta 9, espone nel 1995 e nel 1997 alla 46a e 47a Biennale di Venezia. Nel 2001 ha luogo la personale al Dia Center for the Arts di New York. Per il progetto Arte all'arte-Rinascimento Nascimento: Arte, Energia e Sostenibilità realizza nel 2006 un'installazione permanente, Fontana arbitraria, nel Parco di Poggio Valicaia a Scandicci, in provincia di Firenze. Vive e lavora a Torino.

 

 

 

 

opere dell'artista
Gilberto Zorio, Senza Titolo (1968) Senza Titolo

1968

Materiali Ciotola di eternit, zolfo in
Altezza: cm. 22.00
Larghezza: cm. 120.00
Gilberto Zorio, Il fuoco è passato (1968) Il fuoco è passato

1968

Materiali rete metallica, eternit,
Dimensioni: Dimensioni variabili
Gilberto Zorio, Senza titolo (1968) Senza titolo

1968

Materiali

Tela, rame, eternit

Altezza: cm. 300.00
Larghezza: cm. 120.00
Profonditá: cm. 120.00
Gilberto Zorio, Senza titolo (1998) Senza titolo

1998

Materiali base triangolare in acciaio, asse
Altezza: cm. 120.00
Al MADRE
Eventi
Senza titolo Piazza del Plebiscito
Senza titolo

20.12.98 | 31.01.99

Video
Senza titolo Senza titolo

Le Stelle del Canyon - Pappi Corsicato