Robert Rauschenberg
Port Arthur, Texas 1925 | Captiva 2008
I have deliberately used every opportunity with my work to create a focus on world problems, local atrocities and in some rare instances celebrate men’s accomplishments. I have strained in collecting influences to bring about a more realistic relationship between artist, science, and business, in a world that is risking anihilation for the sake of a buck. It is impossible to have progress without conscience. (R.R. 1971)
Milton Ernest Rauschenberg nasce a Port Arthur, in Texas, il 22 ottobre 1925, da una modesta famiglia di ascendenze per metà berlinesi e per metà cherokee. Studia alla Thomas Jefferson High School e poi Farmacologia presso l’Università del Texas, ad Austin. Congedatosi dai Marines (1945), entra all’Art Institute di Kansans City, dove nel 1947 decide di cambiare il proprio nome in Robert, quindi all’Académie Julian a Parigi, dove incontra l’artista Susan Weil, che sposa nel 1950. Tra il 1948 e il 1952 frequenta il Black Mountain Collage, che dalla Bauhaus tedesca ha ereditato una formazione pluridisciplinare e diversi professori, tra i quali è Joseph Albers. Risale a questi anni il primo happening realizzato con il musicista John Cage (Untitled Event), esperienza che porterà Rauschenberg a collaborare con la Merce Cunningham Dance Company (1954-64). Contemporaneamente frequenta l’Art Students League di New York, dove stringe amicizia con Cy Towmbly.
Incentra inizialmente la propria ricerca sulla pittura in tre successivi cicli di lavori (1951-54) legati a una riflessione sui color-fields astratti di Barnett Newman (white paintings, 1951-52), sulle sperimentazioni materiche dell’informale europeo (black paintings, 1952-53), sulla tradizione americana dell’action painting (red paintings, 1953-54). Nel 1952-53 entra in contatto con l’arte italiana durante un soggiorno a Roma, dove, alla galleria dell’Obelisco, espone Scatole e Feticci personali: opere fatte con materiali raccolti per strada o presenti in natura, che risentono dell’influenza del surrealista americano Joseph Cornell, preparando le Elemental Scultures del 1953, costituite da oggetti trovati che l’artista colloca direttamente a terra. A segnare una svolta nella sua arte è il ciclo dei Combines (1954-61), in cui egli fonde pittura e scultura, immagini e oggetti d’uso domestico, mobili e persino animali impagliati in scala reale, affermando la continuità tra lo spazio del dipinto e quello dell’osservatore. Questa ricerca, affine a quella coeva di Jasper Jonhs, sviluppa in modo originale la lezione di Marcel Duchamp, come testimoniano la partecipazione, a Parigi, all’VIII Exposition Internationale du Surréalisme del 1959 (Bed, 1955, Museum of Moderna Art, New York), a Le Nouveau Réalisme à Paris et à New York nel 1961, e alla collettiva The Art of Assemblage, che si apre nello stesso anno al Museum of Modern Art di New York. Risalgono al 1958-61 anche le illustrazione dell’Inferno di Dante, realizzate con una nuova tecnica scoperta nel 1952 a Cuba: il disegno a transfer. A questa si aggiunge nel 1962 il metodo della serigrafia applicata alla pittura, che Rauschenberg mutua da Andy Warhol e con la quale compie i silkscreen paintings dei primi anni ’60. L’uso di un mezzo di riproduzione commerciale e la presenza di immagini mass-mediali spinge i critici a inserire l’artista nella pop art, tanto che un suo lavoro, Co-hexistance (1961, Virginia Museum of Fine Arts, Richmond), appare nel 1962 nella mostra My Country, 'Tis of Thee alla Dwan Gallery di Los Angeles, che segna la nascita del nuovo movimento. Il successo arriva nel 1963-64 con la retrospettiva al Jewish Museum di New York voluta da Alan Solomon e l’invito alla XXXII Biennale di Venezia, che gli assegna il Gran premio della Giuria. Negli anni successivi Rauschenberg si volge alla litografia, collaborando con l’U.L.A.E. (Universal Limited Art Editions) di Tatyana Grosman e alla produzione di opere tecnologiche, prima all’interno di performance, come i 9 Evenings: Theatre and Engineering, messi in scena nel 1966 dal Judson Dance Theater; poi all’interno dell’E.A.T. (Experiments in Art and Technology): organizzazione da lui fondata a New York con il fisico Billy Klüver, Fred Waldhauer e Robert Withman con lo scopo di promuovere l’iterazione tra artisti e tecnici. Frutto di questa cooperazione è Mud Muse (1968-71, Moderna Museet, Stoccolma), composta da un fango che ribolle dietro impulsi sonori, esposta nel 1971 al Los Angeles County Museum of Art nella mostra Art and Technology. Tra i principali interpreti del sogno americano culminato nel 1969 con il successo della missione spaziale Apollo (Stoned Moon series, 1969-70, Gemini G.E.L., Los Angeles), dopo l’invasione del Vietnam Rauschenberg prende le distanze dal governo americano con un vivo attivismo politico, che si riflette nei collage e incisioni della serie Currents (1970), che raccontano la difficile situazione internazionale con immagini e titoli tratti dai maggiori quotidiani americani.
Il trasferimento a Captiva Island, in Florida, nel 1970, coincide con l’esplorazione di un materiale tanto poco estetico quanto universalmente reperibile: le scatole di cartone da imballaggio, con le quali realizza i Cardboards (1970-71) con la relativa serie di multipli (Carbirds), i Venetians (1972-73), gli Early Egyptians (1973-74) e i Made in Israel (1974). L’interesse per tecniche e tradizioni artigianali straniere porta Rauschenberg a Venezia, in Francia, Israele e India. Lavora con maestranze locali e, in collaborazione con Gemini G.E.L. e Graphicstudio, sperimenta in campo grafico (Pages and Fuses, 1973-74; Hoarfrost Editions, Airport, 1974; Bones and Unions, 1975). Dalla scoperta in India dei tessuti colorati derivano i Jammers (1975) e diversi Hoarfrosts (1974-76), nei quali ritorna, impressa sul tessuto, l’iconografia mass-mediale, che nelle incisioni Horsefeathers Thirteen (1972-76) sollecita l’immaginazione del riguardante con associazioni in random order. Lo stesso che ispira la collaborazione con gli scrittori Alain Robbe-Grillet e William Burroughs per Traces suspects en surface (U.L.A.E., New York, 1978) e American Pewter with Burroughs (Gemini G.E.L., Los Angeles, 1981).
Data al 1976 la grande retrospettiva organizzata per il bicentenario americano da Walter Hopps alla Smithsonian Institution-National Collection of Fine Art di Washington [oggi National Museum of American Art]. La mostra, che viaggia nei maggiori musei degli Stati Uniti, si compone di una selezione di 158 opere: dalle ultime, immense installazioni degli Spreads e degli Scales, fino al provocatorio Erasered de Kooning drawing (1953, San Francisco Museum of Modern Art, San Francisco), alle cianografie e ai dipinti bianchi con numeri esposti nel 1951 nella prima personale dell’artista alla Betty Parsones Gallery di New York. La passione per il viaggio e la curiosità verso altre culture sono anche alla base delle sperimentazioni degli anni ’80-’90, come le xilografie del giapponese Tsukioka Yoshitoshi [1839-1892] che ispirano le sculture Kabal American Zephyr (1981-88); la scrittura ideografica cinese dei collage 7 Characters; l’applicazione della serigrafia alla ceramica dei Japanese Clay Works (1982) o la pittura tibetana su metallo riproposta in Urban Bourbons (1988-95), Borealis (1989-92), Night Shades e Phantoms (1991). Soprattutto, essi ispirano un complesso progetto autofinanziato di iniziative umanitario-culturali e di mostre, destinato ai paesi in via di sviluppo o controllati da regimi autoritari. E’ questo il ROCI (Rauschenberg Overseas Culture Interchanges,1985-91), presentato nel 1984 all’ONU. Risvolti sociali sottendono anche i rilievi da parete e le sculture fatte di insegne di stazioni di servizio e resti di automobili dei Gluts (1986-89, 1991-95), dove l’eccedenza allusa dal titolo è quella del petrolio, che sta mettendo in crisi l’economia del Texas. Derivano invece dalle discariche partenopee i Neapolitan Gluts, nati alla fine del 1986 come scenografie per lo spettacolo di Trisha Brown, Lateral Pass, al Teatro San Carlo di Napoli. Al 1990 risale, infine, l’ultima importante iniziativa è la creazione a New York della Robert Rauschenberg Foundation.
Pur “nascendo” fotografo, solo dal 1979 l’artista ricorre a propri scatti, che dal 1992 riproduce in stampe digitali a colori (Waterworks, 1992; Reefs, 1995; Anagram, 1997-98) o trasferisce su intonaco, cercando di adattare all’alluminio e alla tela tecniche antiche come l’encausto e l’affresco. Da qui i cicli: Wax Fire Works (1990), Shales (1994) e Arcadian Retreats (1996), nato dopo la visita ai siti archeologici della Turchia in occasione della conferenza ONU sugli insediamenti umani. Queste opere sono esposte nel 1997-98 nella prestigiosa retrospettiva ospitata dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Segue Apogamy Pods (1999-2000): un gruppo di tele dal perimetro irregolare e dall’iconografia essenziale ispirato alla gemmazione delle piante. Dopo essersi esercitato su autocinazioni negli Shiners (1986), l’artista si eclissa dietro al proprio sterminato archivio planetario, ora declinato nella straordinaria varietà d’immagini di Synapsis Shuffle (2000), una serie di 52 pannelli concepita come una mazzo di carte da mescolare a ogni esposizione, e di Short Stories (2001-02). L’ultima serie, Scenarios, avviata nel 2003, attinge invece il proprio repertorio a paesaggi, colori e impressioni provenienti dai diversi scenari del mondo.
Robert Rauschenberg muore il 18 maggio 2008 a Captiva, in Florida.
f. franco
Dilaby
1962
| Materiali | Combine painting: olio su metallo, |
| Altezza: | cm. 278.00 |
| Larghezza: | cm. 221.00 |
| Profonditá: | cm. 38.00 |
Add [Addizionare]
1968
| Materiali | transfer a solvente su carta Arches |
| Altezza: | cm. 57.15 |
| Larghezza: | cm. 75.88 |
Engagement
1968
| Materiali | trasnfer a solvente su carta Arches |
| Altezza: | cm. 57.47 |
| Larghezza: | cm. 75.88 |
½ Gals. / AAPCO (Cardboard)
1971
| Materiali |
cartone e corda |
| Altezza: | cm. 285.00 |
| Larghezza: | cm. 198.00 |
| Profonditá: | cm. 27.00 |
National Spinning / Red / Spring (Cardboard)
1971
| Materiali |
cartone e spago |
| Altezza: | cm. 254.00 |
| Larghezza: | cm. 250.00 |
| Profonditá: | cm. 22.00 |
Volon (cardboard)
1971
| Materiali |
Cartone |
| Altezza: | cm. 141.00 |
| Larghezza: | cm. 373.50 |
| Profonditá: | cm. 27.50 |
Serita / Blister Pack (cardboard)
1971
| Materiali | Cartone con conduttore isolato e |
| Altezza: | cm. 156.00 |
| Larghezza: | cm. 125.00 |
| Profonditá: | cm. 121.00 |
Untitled (Venetian)
1972
| Materiali |
cartone e tessuto |
| Altezza: | cm. 144.00 |
| Larghezza: | cm. 137.00 |
| Profonditá: | cm. 17.00 |
Untitled (Early Egyptian)
1973
| Materiali | parti di triciclo, cecchio |
| Altezza: | cm. 70.50 |
| Larghezza: | cm. 198.00 |
| Profonditá: | cm. 198.00 |
Sor Aqua (Venetian)
1973
| Materiali | legno, metallo, corda, fiasco di |
| Altezza: | cm. 249.00 |
| Larghezza: | cm. 305.00 |
| Profonditá: | cm. 104.00 |
Untitled (Venetian)
1973
| Materiali | battistrada di pneumatico e legno |
| Altezza: | cm. 70.00 |
| Larghezza: | cm. 229.00 |
| Profonditá: | cm. 42.00 |
Ca’ Pesaro (Venetian)
1973
| Materiali |
cuscini, spago e legno |
| Altezza: | cm. 62.00 |
| Larghezza: | cm. 443.00 |
| Profonditá: | cm. 86.50 |
Untitled (Early Egyptian)
1973
| Materiali | cartone, tessuto, sabbia, cuscino e |
| Altezza: | cm. 198.00 |
| Larghezza: | cm. 71.00 |
| Profonditá: | cm. 47.00 |
Sant'Agnese (Venetian)
1973
| Materiali | Zanzariera, sedie in legno e |
| Altezza: | cm. 81.00 |
| Larghezza: | cm. 263.00 |
| Profonditá: | cm. 40.50 |
Untitled (Venetian)
1973
| Materiali | Cartone, carta catramata, nastro e |
| Altezza: | cm. 189.00 |
| Larghezza: | cm. 419.00 |
| Profonditá: | cm. 5.00 |
Untitled (Venetian)
1973
| Materiali |
Cartone e corda |
| Altezza: | cm. 186.00 |
| Larghezza: | cm. 242.00 |
| Profonditá: | cm. 48.00 |
Untitled (Venetian)
1973
| Materiali | cartone, tela di canapa, cuoio e |
| Altezza: | cm. 145.00 |
| Larghezza: | cm. 193.00 |
| Profonditá: | cm. 25.00 |
Untitled (Early egyptian)
1973
| Materiali | Cartone, sabbia, asta di metallo, |
| Altezza: | cm. 75.50 |
| Larghezza: | cm. 53.00 |
| Profonditá: | cm. 163.00 |
Untitled (Early Egyptian)
1973
| Materiali | cartone, sabbia, pittura Day-Glo, |
| Altezza: | cm. 395.00 |
| Larghezza: | cm. 515.50 |
| Profonditá: | cm. 119.50 |
Pyramid Series
1974
| Materiali | carta stampata in rilievo e tessuto |
| Altezza: | cm. 206.00 |
| Larghezza: | cm. 75.00 |
Untitled (Made in Israel)
1974
| Materiali | carriola, tubo di gomma e bastone |
| Altezza: | cm. 71.00 |
| Larghezza: | cm. 483.00 |
| Profonditá: | cm. 137.00 |
Untitled Sculpture (Early Egyptian)
1974
| Materiali | cartone, sabbia e pittura Day-Glo |
| Altezza: | cm. 140.00 |
| Larghezza: | cm. 269.00 |
| Profonditá: | cm. 100.00 |
Sybil (Hoarfrost)
1974
| Materiali | transfer a solvente su tessuto, |
| Altezza: | cm. 203.00 |
| Larghezza: | cm. 198.00 |
Senza Titolo (Hoarfrost)
1974
| Materiali | solvente su tessuto e cuscino |
| Altezza: | cm. 186.00 |
| Larghezza: | cm. 102.00 |
Untitled (Early Egyptian)
1974
| Materiali | Cartone, sabbia e pittura Day-Glo |
| Altezza: | cm. 274.00 |
| Larghezza: | cm. 351.00 |
| Profonditá: | cm. 71.00 |
Untitled (Early Egyptian)
1974
| Materiali | Cartone, sabbia, pittura acrilica, |
| Larghezza: | cm. 131.00 |
| Profonditá: | cm. 42.00 |
Untitled (Early Egyptian)
1974
| Materiali | Tessuto, carta, collage, bastone di |
| Altezza: | cm. 185.50 |
| Larghezza: | cm. 159.00 |
| Profonditá: | cm. 79.00 |
Untitled (Early Egyptian)
1974
| Materiali | Sacchetti di carta e tessuto |
| Altezza: | cm. 49.00 |
| Larghezza: | cm. 163.00 |
| Profonditá: | cm. 43.00 |
Moor (Hoarfrost)
1974
| Materiali | Transfer a solvente su tessuto e |
| Altezza: | cm. 206.00 |
| Larghezza: | cm. 125.00 |
Untitled (Hoarfrost)
1974
| Materiali | Transfer a solvente su tessuto con |
| Altezza: | cm. 213.00 |
| Larghezza: | cm. 124.00 |
Sulphur Bank (Hoarfrost)
1974
| Materiali | Transfer a solvente, cartone e |
| Altezza: | cm. 165.00 |
| Larghezza: | cm. 89.00 |
Kouros Again (Hoarfrost)
1975
| Materiali | transfer a solvente su tessuto, |
| Altezza: | cm. 307.00 |
| Larghezza: | cm. 457.00 |
Untitled (Hoarfrost)
1975
| Materiali | transfer a solvente su tessuto, |
| Altezza: | cm. 183.00 |
| Larghezza: | cm. 112.50 |
| Profonditá: | cm. 20.00 |
Quarterhorse (Jammer)
1975
| Materiali | quattro aste di canna d’India |
| Altezza: | cm. 151.00 |
| Larghezza: | cm. 428.00 |
Untitled (Jammer)
1975
| Materiali |
Tessuto e spago |
| Altezza: | cm. 183.00 |
| Larghezza: | cm. 112.50 |
| Profonditá: | cm. 20.00 |
Sprout (Jammer)
1975
| Materiali | Sei aste di canna d'India, spago e |
| Altezza: | cm. 259.00 |
| Larghezza: | cm. 312.50 |
| Profonditá: | cm. 56.00 |
Vow (Jammer)
1976
| Materiali | tessuto cucito e asta di canna |
| Altezza: | cm. 213.50 |
| Larghezza: | cm. 101.50 |
| Profonditá: | cm. 49.50 |
Pilot (Jammer)
1976
| Materiali | Asta di canna d'India, tessuto |
| Altezza: | cm. 206.00 |
| Larghezza: | cm. 216.00 |
| Profonditá: | cm. 100.00 |
Fresco (Jammer)
1976
| Materiali | Tessuto, due bicchieri di vetro, |
| Altezza: | cm. 213.00 |
| Larghezza: | cm. 191.00 |
| Profonditá: | cm. 13.00 |
Speaking in tongues dei Talking Heads
1983
| Materiali |
copertina dell'album |
| Altezza: | cm. 30.00 |
| Larghezza: | cm. 30.00 |
Pompei Gourmet Kitchen Glut (Neapolitan)
1986
| Materiali |
Assemblaggio di metalli |
| Altezza: | cm. 168.00 |
| Larghezza: | cm. 206.00 |
| Profonditá: | cm. 20.00 |
Mobile Cluster Glut (Neapolitan)
1987
| Materiali | Assemblaggio in ferro e tubo |
| Altezza: | cm. 105.00 |
| Larghezza: | cm. 240.00 |
| Profonditá: | cm. 47.00 |
Shubh Muhurat (Scenarios)
2005
| Materiali |
Pigmento su polilaminato |
| Altezza: | cm. 217.00 |
| Larghezza: | cm. 306.00 |
| Profonditá: | cm. 5.00 |









