Dentro le installazioni: istruzioni per l'uso.
curated by Electa
24.05.10

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Ore 17:00
In occasione della pubblicazione del libro Monumenti Effimeri - storia e conservazione delle installazioni, di Barbara Ferriani e Marina Pugliese, pubblicato da Electa, il museo Madre organizza lunedì 24 maggio alle ore 17 nella Biblioteca Multimediale un incontro con gli autori per approfondire e affrontare le problematiche legate all'argomento. Interveranno Giovanna Cassese, Stefano Chiodi, Edoardo Cicelyn, Marzia Migliora, Lia Rumma e Fabrizio Tramontano.
L’installazione è fra le tipologie di espressione artistica più rappresentative della contemporaneità: con le sue grandi dimensioni e la sua complessità strutturale ha assunto nel mondo dell’arte un ruolo simile a quello storicamente svolto dai monumenti. Invece di celebrare valori certi e condivisi, sono i monumenti effimeri dell’età contemporanea di cui rappresentano la precarietà e la mancanza di certezze economiche e ideologiche.
Modificando radicalmente i concetti di spazio, tempo e fruizione, le installazioni sfuggono ad ogni rigida categoria qualificandosi come un medium in continua evoluzione. In questo libro, il primo in Italia dedicato alla storia e alla conservazione delle installazioni, dopo un saggio introduttivo di Germano Celant, Marina Pugliese traccia una possibile genealogia di questa tipologia di opere a partire dalle esposizioni sperimentali di inizio Novecento, mentre Barbara Ferriani tratta il problema degli allestimenti e della conservazione. Approfondimenti sono dedicati alla specificità delle videoinstallazioni e agli strumenti per la documentazione. La seconda parte del libro è dedicata alle opere studiate durante il progetto DIC - Documentare Installazioni Complesse, coordinato dalle autrici del libro, promosso dalla Direzione Generale PARC e dal Museo del Novecento di Milano. Cinque musei italiani sono stati coinvolti per documentare alcune installazioni: il Museo del Novecento di Milano per Coma di Alexander Brodsky, il MAXXI di Roma per Il Vapore di Bill Viola, il MART di Rovereto per Chiaro Oscuro di Mario Merz, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia per Field Dressing di Matthew Barney e la Fondazione François Pinault per Untitled di Rudolph Stingel e Franz West, oltre all’Hangar Bicocca per i Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer.



