Cinema BAROCK
CinameBAROCK
curated by Mediateca del MADRE
01.02.10 | 24.04.10

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Il MADRE presenta lunedì 1 febbraio alle ore 17.00 CinemaBAROCK la rassegna cinematografica a cura della Mediateca del MADRE ideata in relazione alla mostra “Barock. Arte, Scienza, Fede e Tecnologia nell’Età Contemporanea” attualmente in corso al museo.
Una rassegna che intende rintracciare il barocco (nel senso di artificio concettuale, bizzarro, insolito) nel cinema che affronta l’immaginario. Fin dall’”Arrivo del treno” dei Lumiere, passioni e paure hanno accompagnato l’invenzione del cinema: un inestricabile intreccio di realismo e fantastico, storia e mito, spensieratezza e riflessione, arte e industria. Cinemabarock, quindi, come manifestazione di scandalo contraddizione e contrasto, nella capacità – tutta cinematografica - di sostituire al contenuto la forma, nella "convergenza" tra i linguaggi delle arti: figurazione, recitazione, letteratura, musica.
Le proiezioni avranno inizio alle ore 21.00 nella sala caffetteria e ad ogni film sarà abbinato un video d’artista, che anticiperà la proiezione. I video sono stati gentilmente messi a disposizione da Blindarte Contemporanea, da Raro Video e dalla Collezione permanente del Museo MADRE. Sarà possibile rivedere tutti i video individualmente su 6 computer personalizzati ogni lunedì – ad ingresso gratuito - dalle ore 16.00 alle 18.00 presso la Mediateca del MADRE.
PRENDERANNO PARTE ALLA PRESENTAZIONE EDUARDO CICELYN , DIRETTORE DEL MUSEO MADRE, MARIO FRANCO RESPONSABILE DELLA MEDIATECA DEL MADRE ED IL CRITICO CINEMATOGRAFICO VALERIO CAPRARA.
INFORMAZIONI
Sede: Museo Madre – Sala Polivalente
Orario proiezione: 21.00
Biglietto: 7 € compreso ingresso al museo e consumazione al bar “Madre e Vino”
Tel: +39 081 19313016
Sabato 6 febbraio
VIDEODROME
di David Cronenberg con James Woods, Deborah Harry, Sonja Smits, Peter Dvorsky Canada - 1983. Durata 90' Un film anomalo, scioccante come un’allucinazione, il “manifesto” del cinema di Cronenberg, capace di esprimere e tradurre visivamente
angosce e paure dell’uomo moderno. Racconta la storia del comproprietario di una piccola rete televisiva che trasmette sesso deviato e violenza. Cronenberg non rifiuta acriticamente la modernita? mass- mediale, ma e? consapevole del cambiamento antropologico dell’uomo, divenuto “spettatore”, che confonde il reale con cio? che e? mostrato dalla televisione. La “Cathode Ray Mission” e? una chiesa catodica dove frotte di mendicanti si affollano per ricevere la loro dose quotidiana di tv. Il film contamina l’organico e l’elettronico secondo le teorie Cyberpunk: un apparecchio televisivo che diventa carne e un corpo umano che funziona come un videoregistratore. Videodrome affronta anche il problema (ri- mosso) degli “snuff movies”, film nei quali la morte diventa spettacolo sessuale. «L'arte e? sovversiva perche? fa appello all'inconscio. – dice Cronenberg –L'arte e? a favore di tutto cio? che viene represso. Quindi e? contro la civilta?, contro la societa? con le sue norme stabilite. Piu? un film e? collegato con l'inconscio, piu? e? sovversivo. Come lo sono i sogni».
Sabato 13 febbraio
THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW
di Jim Sharman con Tim Curry, Susan Sarandon, Barry Bostwick, Richard O'Brien, Patricia Quinn, Nell Campbell, Jonathan Adams, Peter Hinwood. Gran Bretagna, 1976. Durata 101' The Rocky Horror Show, scritto e musicato da Richard O’Brien, ando? dapprima in scena a Londra in un teatro sperimentale di Chelsea, in seguito emigro? negli USA per poi diventare una costosa produzione cinematografica di successo. La storia e? quella di due fidanzati, Brad e Janet, che in una notte tempestosa cercano rifugio in un castello maledetto dove cadono fra le mani di uno sculettante dottor Frank N. Furter, che si assume il compito di sgrossare sessualmente le sue vittime. The Rocky Horror Picture Show e? una specie di fantasma- goria barocca che si ispira a Il fantasma del palcoscenico di Brian De Palma. L’autore in persona, Richard O’Brien, recita nella parte del maggiordomo gobbo. Il film, col passare del tempo, e? diven- tato un cult che alcuni locali proiettano ininterrottamente da anni, richiamando migliaia di spettatori che spesso assistono al film travestiti e truccati come i personaggi della pellicola.
Sabato 20 febbraio
VIRIDIANA
Di Luis Bunuel, con Silvia Pinal, Francisco Rabal, Fernando Rey, Lola Gaos, Margarita Lozano, Victoria Zinny, Teresa Rabal, Jose' Calvo, Joaquin Mayol, Sergio Medizabal Messico,1961. Durata 70’ Cultore dell'inconscio, immaginifico, eccentrico, provocatorio, scandaloso, Luis Bun?uel e? conside-
rato uno dei massimi esponenti del cinema surrealista. Viridiana, alla sua uscita, suscito? reazioni di sdegno per le dissacrazioni della simbolica eucaristica. Il film conquisto? la Palma d'oro a Cannes, ma fu proibito in Spagna (il generale Franco licenzio? il direttore nazionale del cinema spagnolo per averne tollerato la produzione) e duramente criticato dal Vaticano, che riteneva blasfema la scena dell'Ultima cena perche? mostrava dei mendicanti al posto dei dodici apostoli. Il film racconta di un proprietario terriero, Don
Jaime, che riceve nella sua fattoria la visita della nipote Viridiana. Colpito dalla straordinaria ras- somiglianza della ragazza con la defunta moglie, Don Jaime se ne innamora e vorrebbe sposarla. La ragazza si rifiuta, ma quando sta per partire apprende che lo zio si e? impiccato. Sentendosi in qualche modo responsabile, resta alla fattoria e comincia a dedicarsi ad opere di carita?, ospitando dei vagabondi. Opera complessa e di lettura poliedrica, Viridiana puo? essere inteso come una me- tafora del difficile dualismo tra corpo e spirito. Una pietra miliare nella storia del cinema.
Sabato 27 febbraio
VELLUTO BLU (Blue Velvet)
Di David Lynch con Isabella Rossellini, Kyle Maclachlan, Dennis Hopper, Laura Dern, Hope Lan- ge, George Dickerson, Priscilla Pointer, Dean Stockwell, Frances Bay,
Jack Harvey. USA, 1986. Durata 120’ Nella quieta cittadina di Lumberton (North Carolina) il giovane Jeffrey Beaumont il giorno in cui scopre tra l'erba un orecchio umano, pensa subito di consegnarlo alla Polizia (il che gli permette non solo di incontrarsi col detective Williams, che subito gli raccomanda di non impicciarsi piu? della faccenda, ma anche di innamorarsi teneramente di Sandy, la figlia di questi). La fantasia dei due giovani, tra tentennamenti e curiosita?, li spinge ad indagare nella vita privata di Dorothy Vallens, una cantante di un night. «Non amo necessariamente i corpi in decomposizione – dice David Lynch - ma nella loro struttura fisica c'e? qualcosa di incredibile. Hai mai visto un animaletto putrefatto? Amo osservare cose simili, tanto quanto mi piace osservare da vicino la corteccia di un albero, un piccolo insetto, una tazza di caffe? o una fetta di torta. Ti avvicini a osservarli, e scopri che le strutture sono
meravigliose». Cineasta, pittore, designer, compositore: Lynch realizza quadri, sculture e compo- sizioni dinamiche caratterizzate da elementi come formiche vive o carne putrefatta. Di origini tedesco-finlandesi, nel 2001, con una delle sue migliori opere, Mulholland Drive, si aggiudico? la Palma d'Oro per la miglior regia al Festival di Cannes.
Sabato 6 marzo
DIVA
di Jean-Jacques Beineix. Con Richard Bohringer,Roland Bertin, Frederic Andrei, Giovani Courier Francia, 1982. Durata 123’ Un postino parigino vive tranquillamente con il suo stile di vita bohe?mien, la sua cerchia di amici e la sua passione per l'opera, in particolare apprezzando la voce di un’eccezionale diva americana, una soprano che si rifiuta di essere registrata. Ma il postino e? cosi? innamorato, che incide un nastro illegale di un suo concerto. Quando, pero?, il nastro viene confuso con uno che coinvolge un capo della polizia con la malavita, dovra? usare tutto il suo ingegno per so- pravvivere. Dal romanzo omonimo di Daniel Odier (che nei titoli si firma con lo pseudonimo di De- lacorte) e? un film caratterizzato da colori brillanti ma scuri e da uno stile musicale proprio, chiamato "Look du Cinema". E? stato un gran successo negli Stati Uniti ed e? diventato un classico, acclamato in Francia e all'estero. Particolarmente interessanti le scena di caccia all’uomo su un motorino sfrecciante in ambienti insoliti.
Sabato 13 marzo
F FOR FAKE
Di Orson Welles. Con Joseph Cotten, Elmyr De Hory, Sasa Devicic, Andres Vicente Gomez, Gary Graver, Laurence Harvey, Clifford Irving, Oja Kodar, Orson Welles, Richard A. Wilson, Franc?oise Windoff.
Francia – Iran – Germania Ovest, 1975. Durata 85’ Un film sul paradosso, la bugia, l'assurdo. Una riflessione piu? sul ruolo dell'arte e sui suoi rapporti con la realta? condotta da Welles in prima persona rievocando la propria carriera. Il film e? un barocco testamento sull'inutilita? dell'arte, a cui Welles non riconosce alcuna funzione sociale, storica o cul- turale. Da questa riflessione «verbosa, narcisistica, incontinente, ma affascinante» sui rapporti tra arte e vita Welles viene fuori come un abilissimo falsario che paragona il cinema a «un gioco di furbi castelli, specchi e rimandi, una forma di magia, di illusionismo, forse un trucco, certo un in- sieme di verita? e menzogna, di vero e falso». Welles raccoglie le costanti del suo cinema in un a- nelito accorato: «Forse siamo giunti alla fine del cinema. I film sono lenti, costosi, e quando arriva- no sullo schermo appartengono gia? al passato...». Inoltre, un "omaggio" a Picasso, sedotto dal camminare felino di Oja Kodar, che "spia" da dietro una veneziana della casa di Vallauris e che ri- trae in ventidue quadri, poi falsificati dal nonno di lei. Il nonno, in punto di morte, ricevera? la visita di Picasso e riuscira? a convincerlo a non denunciarlo.
Sabato 20 marzo
CUORE SELVAGGIO WILD AT HEART
Di David Lynch con Nicholas Cage, Laura Dern, Diane Ladd, Willem Dafoe, Isabella Rossellini, Harry Dean Stanton, Freddie Jones, Sheri Lee USA, 1990. Durata: 127’
Una stravagante coppia di amanti fugge per sottrarsi alle persecuzioni della folle mamma di lei, che ha assoldato un sicario per far fuori lui. Vicende grottesche, personaggi inquietanti. Perfettamente coerente con la poetica lynchiana, Cuore selvaggio vinse la Palma d’Oro a Cannes tra scandalizzate disapprovazioni. Durante la sua lunga carriera, Lynch ha sviluppato uno stile narrativo e visivo, che ha reso i suoi film riconoscibili al pubblico di tutto il mondo per le loro sequenze oniriche, le immagini crude, il sonoro suggestivo; attraverso le sue opere ha sviscerato l'inconscio umano, conducendoci al li- mite dell'immaginifico. Lynch gode di un cospicuo seguito di fan, ha ricevuto nel 2006 il Leone d'O- ro alla carriera durante la 63a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, in occasio- ne della proiezione in anteprima mondiale di Inland Empire - L'impero della mente.
Sabato 27 marzo
IL FANTASMA DEL PALCOSCENICO
Di Brian De Palma. Con Bill Finley, Jessica Harper, George Memmoli, Gerrit Graham, Paul Wil- liams, Harold Oblong, Archie Hahn. USA, 1974. Durata 88’ Swan, un potentissimo produttore dell'industria musicale, vuole aprire un nuovo locale, il Paradise. Durante le audizioni per i musicisti conosce Leach, un cantautore che ha composto una versione rock del Faust. Swan gli ruba l’opera e lo imprigiona. Il cantautore evade e, nella fuga, rimane sfigurato al viso da una pressa per dischi. Anche Phoenix, graziosa e ingenua cantante di cui lui si era innamorato gli verra? rubata da Swan. Liberamente ispirato al famoso romanzo di Gaston Leroux Il fantasma dell'opera (1910), e? una rappresentazione in chiave ironica di un ambiente musicale americano di fine anni '60, intriso di droga e sesso, ma allo stesso tempo e? un inno all'amore per la musica. E? uno dei cult-movie piu? amati della storia del cinema, dove sembra aleggiare lo spirito di Faust (al maligno discografico, quando stava per suicidarsi,e? stato fatto firmare un contratto col sangue). Memorabili le esibizioni di un gruppo proto-punk e di un cantante folk che prova a cantare in scena il brano composto da Winslow, prima che questo si vendichi. La bella colonna sonora e? di Paul Williams, che interpreta anche la parte del cattivo Swan.
Sabato 3 aprile
IL CUOCO IL LADRO LA MOGLIE L’AMANTE
Di Peter Greenaway. Con Helen Mirren, Michael Gambon, Richard Bohringer UK,1989. Durata 120’
In un ristorante francese di Londra si consuma, con la complicita? dello chef, l'adulterio tra la moglie di un volgare e ricco mafioso e un bibliotecario. Scoperta la tresca, il marito uccide l'amante. La moglie si vendica, costringendolo a mangiarne il cadavere. Proveniente dalla pittura, Greenaway in questo film travasa il suo talento visionario al limite dell'eccesso. Dissacratorio, onirico, sovrabbondante, scandaloso, cannibalesco, fondato sul trinomio cibo-sesso- violenza, il film e? esaltato dalla musica di Michael Nyman che fonde minimalismo ad echi di Bach e Purcell. Nyman,
pur avendo collaborato con molti registi, ha raggiunto i suoi risultati piu? interessanti con Greena- way. Il particolare stile del regista si sposa infatti alla perfezione con l’inventiva di Nyman in questo film sarcastico e feroce.
Sabato 10 aprile
FITZCARRALDO
Di Werner Herzog. Con Klaus Kinski, Claudia Cardinale. Peru?/Germania Ovest, 1982. Durata 158’ L'eccentrico barone Brian Fitzgerald ("Fitzcarraldo" per i nativi dell'Amazzonia che non sanno pro- nunciare il suo nome) vuole costruire a Iquitos il piu? grande teatro d'opera di tutti i tempi per farci cantare Enrico Caruso. Film eccessivo, scandaloso, appassionato, deve la sua fama non solo alla follia del protagonista che vuol portare l’opera lirica in Amazzonia, ma anche alle vicende produttive, altrettanto folli, straordinarie e rischiose: il trasporto di una vera nave sulla cima di una montagna, il cui epico trasporto occupa 45 minuti del film, e? costato sforzi umani e materiali senza precedenti, 10 milioni di dollari, due morti, parecchi feriti e tre anni di lavorazione. Questo film paradossale e? tra quelli piu? amati dal piu? sregolato autore del cosiddetto “nuovo cinema tedesco”. Si apre e si chiude con un frammento delle 2 opere ottocentesche che hanno per protagonista Elvira: l’Ernani (1844) di G. Verdi e I puritani (1835) di V. Bellini.
Sabato 17 aprile
HIROSHIMA MON AMOUR
Di Alain Resnais. Con Emmanuelle Riva, Bernard Fresson. Francia/Giappone, 1959. Durata 91’ In Giappone per un film sulla pace, un'attrice francese ha una relazione appassionata con un architetto giapponese. Questo amore le ricorda quello che durante la guerra ebbe nella natia Nevers con un giovane soldato tedesco, ucciso sotto i suoi occhi. Sa benissimo che il tempo, cosi? come ha cancellato quel dolore, cancellera? il suo nuovo amore rendendo, pero?, la passione presente ancora piu? travolgente. Un film straordinariamente inventivo sul piano del linguaggio costruito sulla scrittura raffinata di Marguerite Duras. Alain Resnais realizza l’opera che lo consacra autore di fama internazionale. La struttura narrativa, giocata tra rimandi, flashback, anticipazioni, la foto- grafia elegante e il discorso metacinematografico, fanno di quest’opera un riconosciuto capolavoro di grande forza espressiva.
Sabato 24 aprile
LA GRANDE ABBUFFATA
Di Marco Ferreri. Con Ugo Tognazzi, Michel Piccoli. Francia/Italia, 1973. Durata 130’ Lo humour grottesco di Ferreri sintetizza nel bagordo organizzato di quattro compagni che si abbandonano a ogni forma d’eccesso gastronomico, il rischio autodistruttivo dell’opulenza occidentale. Con tono duramente sarcastico ad essere inscenata e? la passione per la scorpacciata di pietanze prelibate, l’iperbole che da “vivanda” puo? rendere il cibo mezzo di annientamento.
VIDEO D’ARTISTA
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Pumping iron, 2008 di Gian Paolo Striano
Architet, 2009 di Simon Boudvin
Trebbiatrici celesti, 1999 di Sarah Ciraci?
Sol, 2007 di Davide Cantoni
Deep in my Mind, 1997 di Bianco-Valente
Berliner Perspektiven, 2000 di Manuele Bossolasco
Errante erotico eretico,1998 di Carloni e Franceschetti
Woodsoads, 2005 di Sal Saguati
One, 2007 di Philip Day
Che fine ha fatto baby Love?, 2004 di Alessandro Amaducci
Il manocchio, 1996 di Cipri? e Maresco
La festa delle rose, 2005 di Alessandro Pascetta
Extraordinaries, 2007 di Andre? Hedetoft
On, 2007 di Peter Ocampo
Origine e deposizione, 1997 di Studio Azzurro

