Salvatore Piscicelli
Pomigliano d'Arco 1948

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Salvatore Piscicelli è nato a Pomigliano d'Arco nel 1948. E’ regista e critico cinematografico. Si afferma come documentarista con l'ottimo La Canzone di Zeza nel 1976, in cui trapela la passione antropologica per le tradizioni della sua terra natìa, Pomigliano d'Arco, e il successivo La Canzone di Marcello, dove è forte una matrice politica e sociale. Esordisce al cinema nel 1979 con Immacolata e Concetta - L'altra Gelosia, che ottiene numerosi riconoscimenti tra cui il Pardo d'Argento al Festival di Locarno. Il film, ispirato a un fatto di cronaca accaduto nel 1979 a Pomigliano, narra con stile asciutto le vicende di due omosessuali in una dimensione sociale e urbana arretrata. Del 1981 è Le occasioni di Rosa che vede l'esordio di Marina Suma premiata con il David di Donatello. Ancora una volta è il sottoproletariato a essere protagonista della vicenda, ambientata a Secondigliano nel periodo post terremoto. Con il musicale Blues metropolitano del 1985 (che vede la partecipazione di Tony Esposito oltre che il ritorno della Suma e Ida Di Benedetto) chiude l'ideale trilogia dedicata a Napoli e dintorni. Nel 1987 è la volta di Regina, seguito da Baby Gang del 1992. Torna al cinema nel 1999 con Il corpo dell'anima, storia densa di erotismo che vede il debutto di Raffaella Ponzo al fianco di attori navigati quali Roberto Herlitzka ed Ennio Fantastichini. Nello stesso periodo scrive e produce l'originale "pulp-vesuviano" Rose e pistole, diretto dalla compagna Carla Apuzzo e interpretato da Anna Ammirati. Nel 2001 esce lo sperimentale Quartetto, girato in digitale secondo i dettami del Dogma 95 di Lars Von Trier. L'autobiografico Alla fine della notte del 2003, con protagonista Ennio Fantastichini, resta al momento il suo ultimo film.


