Claire Fontaine
2004

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[…] niente è stato liberato dopo le promesse abortite degli anni settanta, ma si è sviluppata ogni sorta di disastri esistenziali e sociali, il tutto in uno spazio relazionale che era già troppo stretto nel’68 e che non ha fatto altro che restringersi. […] A questo punto il mondo dell’arte si ritrova popolato da rifugiati più o meno politici provenienti da tutti altri ambiti professionali oltre che da persone che vogliono essere artisti. Ma non c’è in questo momento alcun luogo dove coltivare la propria eccezione. [Claire Fontaine intervistata da John Kelsey, 2006]
Il collettivo Claire Fontaine nasce nel 2004 ed è animato a Parigi dal duo italo-britannico composto da Fulvia Carnevale e James Thornhill. Prende il nome da una popolare marca francese di libri scolastici e si definisce “un’artista ready-made”, riferendosi a se stesso con la terza persona singolare femminile. In sintonia con la lezione di Marcel Duchamp - che per primo aveva elevato l’oggetto ordinario alla dignità dell’arte - il collettivo utilizza media diversi (dal neon al video, dalla scultura al testo scritto), sconfinando dal territorio dell’arte a quello più ampio della cultura visiva contemporanea e muovendosi in un ambito di pseudo anonimato tale da negare o contraddire principi quali abilità personale, autorità e originalità. La base teorica che anima la ricerca del collettivo trova una prima compiuta manifestazione nel Padiglione Marte: un laboratorio di resistenza artistica allestito nel 2005 all’interno della 51a Biennale di Venezia, la cui radicalità risiede principalmente nella riflessione intorno alla propria natura di contenitore artistico. L’interesse per gli eventi economici e sociopolitici del recente passato e del presente innerva sin dagli esordi la ricerca del gruppo, proponendo una riflessione kantianamente “critica” sull’eredità culturale di pensatori come Giorgio Agamben, Walter Benjamin, Jacques Rancière e Gilles Deleuze, nonché dai movimenti degli anni 60-70, come il situazionismo di Guy Debord (La société du spectacle brickbat, 2006). Una riflessione tesa a metterne in evidenza effetti e fallimenti. Dopo la collettiva Grey Flags, curata da Anthony Huberman e Paul Pfeifferal al The Sculpture Centre di New York (2006), il gruppo partecipa alla mostra Image War: Contesting Images of Political Conflict al Whitney Museum of American Art di New York e, nel 2007, è alla Tate Modern di Londra nella mostra The irresistible force, tesa a esplorare in che modo le forze economiche plasmino la vita dei cittadini e come valori culturali e tradizioni si siano allineati al capitalismo globale. Tra le opere esposte si ricordano: The Educated Consumer is Our Best Customer, scritta con la fiamma di un accendino sul soffitto della sala quale ibrido tra atto vandalico e aforisma di matrice concettuale; e l’installazione Strike (2005) costituita da una scaffalatura sulla quale domina la parola “sciopero”, scritta con luci al neon che si accendono in assenza di movimento del pubblico, perché solo la sospensione di ogni attività può animarne l’idea ispiratrice. Il carattere utilizzato, la “K font”, è creata dal collettivo in omaggio a Franz Kafka, già citato anche nel testo di Etrangers Partout (2005). L’anno successivo Claire Fontaine espone a Bolzano sia nella collettiva Group Therapy, curata da Letizia Ragaglia e dedicata agli artisti che lavorano in coppia e/o in gruppo e il cui lavoro si traduce in un concreto intervento socio-culturale; sia nella personale Siamo tutti singolarità qualunque, allestita presso Il piccolo Museion. Il gruppo concepisce il processo creativo come una forma di partecipazione, che contiene non pochi aspetti associativi edè il risultato di molti compromessi e rimesse in questione. Questo aspetto del suo lavoro è rilevato, in particolare, nel 2006 dalla mostra Anonym: In the Future no one will be famous, organizzata dalla Schirn Kunsthalle di Francoforte. L'anno successivo Claire Fontaine espone alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino con un'opera dedicata alla memoria dell'anarchico Giuseppe Pinelli nella collettiva La legge è relativa per tutti, tesa a riflettere sulle tensioni emergenti dall’ambiguità delle nozioni di legalità e illegalità, sulla funzione delle leggi costituzionali e sul ruolo delle regole non scritte. Risale allo stesso anno la partecipazione alla Biennale d’Art Contemporain de Lyon 2007, curata da Stéphanie Moisdon e Hans-Ulrich Obrist all' Institut d’Art Contemporaine di Villeurbanne (The 00’s, The history of a decade that has not yet been named). Sue mostre personali si tengono nel 2008 al Witte de With Center for Contemporary Art di Rotterdam e al Contemporary Art Museum di St. Louis (Missouri) e nel 2009 all’Aspen Art Museum (Colorado), dove Claire Fontaine incentra la propria indagine sull’eredità comunista di Mao e Marx. Risale allo stesso anno la collettiva Stranieri ovunque da lei curata alla galleria napoletana T293, sovvertendo l’idea di identità culturale legata al territorio. L’opera esposta è, infatti, è un’insegna al neon, che porta il titolo della mostra in lingua Rom, a sottolineare la forza dell’identità dei popoli nomadi. Questa dimensione politica dell’arte di Claire Fontaine è sottolineata dalla partecipazione alla collettiva Arte y Politica: Conflictos y Disyuntivas al Museo de Arte de Culiacán (Messico). Ultima importante personale è quella ospitata nel 2010 al MOCA-Museum of Contemporary Art di Miami, intitolata Economies. Questa prima antologica del collettivo in un museo americano raccoglie opere realizzate dal 2006 al 2010, compresi i nuovi lavori creati appositamente per l’occasione [si ricordano: Queens, 2004; Tennis Ball Sculpture, Recession Sculpture (American Gas), 2009; Untitled (Missing), 2010], nonché una cassetta portautensili mobile, che dedicata ai film che hanno influenzato la sua ricerca : da Koko: A Talking Gorilla di Barbette Scroeder (1978) a Reassemblage di Trinh T. Minhha (1982), da D'amore si vive di Silvano Agosti (1984) a East of Paradise di Lech Kowalski (2005). Il collettivo è attivo a Parigi.
Is freedom therapeutic?
2009
| Materials | wood, paper, metallic string, paint |
| Measurement: | Variable Dimensions |


